Un'attenta attività di pedinamento da parte degli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza ha permesso di interrompere la cessione di stupefacenti. Sequestrate trentasei dosi pronte per il mercato e bilancini di precisione.
ALGHERO – Nella giornata di mercoledì 22 luglio, la rete di controlli predisposta dalla Polizia di Stato per arginare il traffico illecito di droghe ha portato a un nuovo, significativo risultato sul territorio algherese. Gli agenti appartenenti alla Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Alghero (l'ufficio periferico della Polizia preposto al controllo del territorio e alla repressione dei reati) hanno proceduto all'arresto di una donna residente in città, figura già nota agli archivi delle forze dell'ordine per precedenti specifici.
L'operazione odierna è l'esito di una mirata e scrupolosa attività investigativa, caratterizzata da prolungati servizi di appostamento. I poliziotti avevano infatti individuato il domicilio della donna come un probabile centro nevralgico per lo spaccio locale. Il momento cruciale, che ha innescato l'azione delle forze dell'ordine, si è concretizzato quando gli investigatori appostati hanno notato l'arrivo presso l'abitazione di un noto assuntore, termine tecnico e giuridico con cui si definisce un consumatore abituale e già segnalato di sostanze stupefacenti.
Ipotizzando che lo scambio illecito fosse ormai imminente e che la cessione stesse per perfezionarsi, gli agenti hanno deciso di intervenire con tempestività. Fatto ingresso all'interno dell'appartamento per interrompere l'attività criminosa, i poliziotti hanno dato il via a una minuziosa perquisizione domiciliare. L'ispezione degli ambienti ha permesso di rinvenire e porre sotto sequestro penale trentasei involucri termosaldati, ovvero dosi già perfettamente sigillate con il calore e pronte per essere immesse sul mercato illegale. Accanto alla sostanza, le forze dell'ordine hanno recuperato anche due bilancini elettronici di precisione, strumenti indispensabili per la corretta ripartizione dei quantitativi al milligrammo, e svariato materiale utilizzato per il confezionamento della merce.
A fugare ogni dubbio sulla natura del materiale sequestrato è intervenuto successivamente il personale della Polizia Scientifica, il reparto speciale incaricato delle indagini tecniche e delle analisi chimiche di laboratorio, che ha confermato come la sostanza contenuta nei trentasei involucri fosse eroina.
Di fronte all'evidenza dei fatti, determinata dalla quantità di droga rinvenuta, dal suo sistematico frazionamento in singole dosi, dalle specifiche modalità di occultamento e dagli strumenti di pesatura trovati nell'abitazione, la donna è stata tratta in arresto in stato di flagranza di reato. Questa particolare condizione giuridica si verifica quando un soggetto viene sorpreso nel momento esatto in cui sta commettendo l'illecito. Il reato contestato alla donna è la detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, una grave fattispecie penale severamente punita dall'articolo 73 del D.P.R. 309/1990, ovvero il Testo Unico che in Italia disciplina la materia e sanziona la produzione, il traffico e la detenzione illecita di droghe.