La governance dell'AMP (Area Marina Protetta, l'istituto giuridico e ambientale volto a tutelare gli ecosistemi marini di particolare pregio) Capo Caccia - Isola Piana registra una svolta significativa orientata alla condivisione e al miglioramento operativo del sistema di ormeggio. Il MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) ha formalmente rilasciato il nulla osta alle prime modifiche del Disciplinare di gestione, elaborate a seguito di un fitto e proficuo confronto con le associazioni dei diportisti, gli operatori di settore e i vari portatori di interesse.
Le novità approvate recepiscono le istanze emerse durante la fase di ascolto promossa dall'Ente Parco. Tra gli interventi di maggiore rilievo figurano il reinserimento del poligono destinato al libero ancoraggio all'interno della baia di Porto Conte, nei pressi del Moletto Finanza, e una revisione delle condizioni meteomarine che regolano l'utilizzo delle boe. In particolare, è stato corretto un parametro tecnico relativo all'intensità del vento che risultava in precedenza troppo restrittivo. Questo risultato si inserisce in un percorso di dialogo costante avviato fin dal mese di maggio dalla nuova direzione guidata dal dottor Giulio Plastina.
Sul piano della giustizia amministrativa, la vicenda giudiziaria legata al ricorso presentato da alcune attività commerciali contro il Disciplinare Attuativo 2026 ha fatto registrare un importante aggiornamento processuale. Riunitosi in camera di consiglio, il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale, l'organo giurisdizionale di primo grado competente a giudicare sui ricorsi contro gli atti della pubblica amministrazione) ha deciso di riunire l'istanza cautelare di sospensiva direttamente alla trattazione nel merito, fissando l'udienza pubblica per il venti gennaio del 2027. Di conseguenza, il regolamento contestato mantiene la sua piena efficacia e continua a trovare applicazione regolare, permettendo lo svolgersi della stagione senza contraccolpi istituzionali.
L'Ente gestore evidenzia come le disposizioni in vigore non abbiano generato alcuna limitazione per le attività economiche autorizzate. Tutte le imprese commerciali che ne hanno fatto richiesta hanno ottenuto le necessarie autorizzazioni per la stagione in corso, e risultano tuttora disponibili margini di spazio all'interno dei contingenti massimi previsti. Parallelamente, la gestione digitale degli ormeggi tramite l'applicazione dedicata ha superato la fase di test, registrando un'adesione superiore alle aspettative con oltre seicento prenotazioni. Per agevolare l'utenza è stato inoltre attivato un presidio di assistenza e informazione direttamente in mare durante le ore centrali della giornata, affiancato da interventi di manutenzione ordinaria curati dai tecnici dell'Area Marina Protetta sulle strutture meno recenti, come quelle ubicate a Punta del Dentul.
Il programma di interventi, che trae origine dal percorso avviato nel 2019 con i fondi regionali della RAS (Regione Autonoma della Sardegna, l'ente istituzionale di governo dell'isola) e successivamente ampliato grazie alle risorse europee del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), si arricchirà presto di ulteriori soluzioni innovative. In accordo con la Capitaneria di Porto, è prevista l'installazione di cavi carrozzati nelle zone più prossime alla costa. Tale tecnologia consentirà di ancorare le imbarcazioni esclusivamente su fondali sabbiosi privi di praterie di Posidonia oceanica, la pianta marina fondamentale per la stabilità ecologica del Mediterraneo, incrementando al contempo la sicurezza della balneazione e consentendo, previa autorizzazione degli enti competenti, di avvicinare gli ormeggi alla riva oltre l'attuale limite dei duecento metri.
Il presidente dell'Ente, Emiliano Orrù, ha rimarcato la validità della strategia fondata sul confronto istituzionale e sulla ricerca di un equilibrio tra conservazione ambientale e sviluppo economico, commentando la situazione con queste parole: «Abbiamo sempre lavorato con un obiettivo preciso: proteggere un patrimonio naturale straordinario senza penalizzare chi da quel patrimonio trae il proprio lavoro. Lo dimostra il fatto che tutti gli operatori che hanno presentato domanda sono stati autorizzati a operare e che, in diverse categorie, sono ancora disponibili spazi rispetto ai limiti previsti dal Disciplinare. Le modifiche approvate dal Ministero dimostrano inoltre che il sistema è dinamico e può essere migliorato attraverso il confronto. Continueremo ad ascoltare operatori, diportisti, associazioni e istituzioni perché crediamo che il dialogo sia la strada giusta per rendere questo progetto sempre più efficace. L'Area Marina Protetta è un patrimonio di tutti. Non può diventare terreno di contrapposizione politica. La tutela dell'ambiente è un valore condiviso e il progetto dei campi boe è il risultato di un percorso costruito nel tempo, al quale hanno contribuito, con sensibilità diverse, tutti i Consigli Direttivi del Parco e tutte le amministrazioni che si sono succedute. Oggi è il momento di abbassare i toni, guardare avanti e continuare a collaborare. Solo lavorando insieme potremo migliorare ulteriormente questo sistema e consegnare alle future generazioni un'Area Marina Protetta sempre più tutelata, fruibile e capace di creare sviluppo sostenibile per tutto il territorio».