Il teatro incontra il calice a "In Biddas Noas": il bilancio di metà rassegna tra palcoscenici di pietra e sapori a chilometro zero

-

L'entroterra sardo si trasforma in un grande teatro a cielo aperto. La sesta edizione del festival, guidato da Giuseppe Ligios, incassa un successo trasversale unendo la drammaturgia d'autore alle eccellenze vinicole e casearie del territorio, in un trionfo della filiera corta.

VILLANOVA MONTELEONE / MONTELEONE ROCCA DORIA – Nel cuore rovente del luglio sardo, là dove le pietre antiche dei borghi conservano il calore del giorno per restituirlo sotto forma di brezza serale, la sesta edizione del festival "In Biddas Noas" ha celebrato il suo brillante giro di boa. Traducibile dalla lingua sarda come "Nelle nuove ville" o "Nei nuovi paesi", la rassegna ideata e curata dalla compagnia Teatro d’Inverno, sotto la sagace direzione artistica di Giuseppe Ligios, si sta confermando un esperimento di felice e raffinata contaminazione. L'idea fondante è tanto semplice quanto ambiziosa: trasformare i centri storici del Meilogu e del Villanova in intime platee a cielo aperto, nutrendo lo spirito con la recitazione e il corpo con le massime espressioni enogastronomiche del territorio.

A partire dal diciotto luglio scorso, l'invisibile sipario si è alzato su cinque serate che hanno registrato una partecipazione di pubblico vasta, curiosa e trasversale. Gli scorci architettonici di Villanova Monteleone, incorniciati dalla pittoresca scalinata di Sa Pigada e dallo spiazzo di Su Cantaru, unitamente all'intima Piazza di Santo Stefano a Monteleone Rocca Doria, hanno fatto da scenografia naturale alle rappresentazioni. La complessa macchina organizzativa ha peraltro dato prova di notevole elasticità logistica: per tutelare il benessere degli spettatori di fronte all'eccezionale ondata di calore dei giorni scorsi, l'atteso appuntamento originariamente previsto presso l'oasi naturalistica di Monte Minerva è stato repentinamente spostato all'interno del centro abitato. Una variazione di rotta gestita con assoluta tempestività e accolta con unanime sollievo dalla platea.

Sulla ribalta di questi antichi borghi si sono alternate realtà teatrali isolane di indubbio spessore, capaci di catalizzare l'attenzione dei presenti. Ad aprire le danze è stata la storica compagnia Actores Alidos con la pièce "Era Ora!", per poi cedere il passo alle suggestioni del Teatro Tragodia in "L'Isola del Tempo" e al profondo impegno di Rossolevante Teatro con lo spettacolo "Sicuro? Sicuro!". Gli stessi padroni di casa del Teatro d’Inverno hanno impreziosito il cartellone di questa prima fase portando in scena i collaudati e avvincenti allestimenti "Un amore di Suora" e "La Duenya de l'Hostera", confermando una cifra stilistica capace di rapire lo spettatore attraverso ritmi narrativi serrati e un fortissimo impatto scenico.

Ma l'anima pulsante di questa sesta edizione risiede in una formula che solletica i sensi ben oltre la vista e l'udito. Il vero salto di qualità è stata l'introduzione dell'innovativo formato battezzato "Aperifestival", un salotto del gusto che ha saldato in modo strutturale la cultura umanistica alla microeconomia agricola locale. Grazie alla proficua sinergia con la piattaforma specializzata WineApp e all'ospitalità del Miky Bar di Villanova Monteleone, il pubblico è stato guidato in un percorso di degustazione orgogliosamente incentrato sulla filiera corta. Con questo termine si definisce quel circuito virtuoso di produzione e consumo che abbatte le distanze commerciali tra l'agricoltore, l'allevatore e la tavola del consumatore, garantendo un'incomparabile freschezza dei prodotti e azzerando l'impatto ambientale derivante dai lunghi trasporti su gomma.

Nei calici dell'Aperifestival sono stati versati i nettari di cantine di assoluto prestigio, incrociando i grandi classici della storica tenuta algherese Sella&Mosca con le raffinatezze del Carpante di Usini e le robuste, sincere espressioni dell'Azienda agricola Mulas, proveniente dalle alture di Bono. A fare da maestoso contrappunto ai tannini e alle note fruttate dei vini, è stato servito un trionfo di sapori rurali e antichi mestieri: i salumi sapidi e artigianali stagionati ai venti dell'entroterra, il pane fragrante appena sfornato, i formaggi dal sapore deciso e pungente figli dei pascoli incontaminati, per chiudere la liturgia palatale in dolcezza con il miele ambrato locale e i finissimi dolci secchi della tradizione isolana. Un'esperienza immersiva che ha permesso agli astanti di assaporare, letteralmente, l'essenza stessa della terra che li ospitava.

Questo connubio tra recitazione e piaceri della tavola, capace di calamitare spettatori anche dalle zone costiere grazie all'intelligente istituzione di un servizio navetta diretto da Alghero, non si reggerebbe senza una robusta architettura istituzionale a farle da garante. Il progetto, infatti, è un tassello di pregio del più ampio programma "Salude&Trigu", il circuito ideato e finanziato dalla Camera di Commercio di Sassari – il cui nome fonde i due beni più preziosi della saggezza contadina sarda, ovvero la salute e il grano – per mettere a sistema gli eventi capaci di attrarre flussi turistici attraverso la cultura identitaria. A sostenere l'intera impalcatura del festival contribuiscono in maniera determinante i fondi della Regione Autonoma della Sardegna, i Comuni di Villanova Monteleone e Monteleone Rocca Doria, e l'Unione dei Comuni del Villanova. A donare ulteriore lustro all'iniziativa vi sono il patrocinio della Fondazione Alghero e del Distretto Rurale del Villanova, oltre al fondamentale, infaticabile lavoro sul campo della Pro Loco villanovese e del CEAS Monte Minerva, il Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità che ha il delicato compito di vigilare e fare divulgazione sul patrimonio naturalistico di questa fetta di Sardegna.

Con la prima metà del percorso archiviata tra meritatissimi applausi e calici levati al cielo, la carovana di "In Biddas Noas" si prepara ora ad affrontare i prossimi appuntamenti, confermando come l'arte scenica e la cultura del buon cibo siano il viatico perfetto per restituire vitalità e centralità alle zone interne dell'Isola. Per chi desiderasse unirsi a questo affascinante viaggio sensoriale e teatrale nelle imminenti serate in calendario, la direzione ha messo a disposizione diverse e immediate linee di comunicazione per riservare il proprio posto. Le prenotazioni possono essere effettuate contattando telefonicamente o via WhatsApp i numeri 3762486698 e 3338578630, inviando un messaggio al profilo Instagram ufficiale del Teatro d’Inverno, scrivendo all'indirizzo di posta elettronica info@teatrodiverno.it, oppure consultando il portale web www.teatrodiverno.it per scoprire i dettagli della programmazione futura.

 

Photogallery: