L'Azienda Ospedaliero Universitaria ottiene per la prima volta il massimo riconoscimento europeo. Decisiva la riorganizzazione dei reparti e l'uso di un nuovo farmaco capace di sciogliere i trombi direttamente in sala TAC, risparmiando minuti vitali e salvando milioni di neuroni.
SASSARI – Nel trattamento dell'ictus ischemico, una gravissima patologia tempo-dipendente causata da un coagulo di sangue che ostruisce l'afflusso di ossigeno al cervello, il tempo non si misura in minuti, ma in milioni di neuroni persi per sempre. Muovendo da questo principio medico fondamentale, l'Azienda Ospedaliero Universitaria (Aou) di Sassari ha segnato un traguardo clinico di assoluto rilievo. La sua Stroke Unit, l'unità operativa di alta specializzazione dedicata esclusivamente alla cura di questa sindrome, ha ottenuto per la prima volta l'ESO Angels Diamond Status. Si tratta del gradino più alto della certificazione internazionale rilasciata dall'ESO (l'European Stroke Organisation, l'organismo continentale di riferimento), che valuta e premia le strutture sanitarie capaci di garantire standard qualitativi d'eccellenza nella presa in carico e nel trattamento tempestivo dei malati.
Il riconoscimento, riferito ai dati del primo trimestre del 2026, non è un semplice diploma astratto, ma la misurazione certificata di un'efficienza che salva la vita e scongiura l'invalidità permanente. Il successo della struttura sassarese risiede nella drastica riduzione dei tempi che intercorrono tra l'arrivo dell'ambulanza in Pronto Soccorso e l'inizio della terapia.
L'elemento di svolta che ha proiettato l'ospedale ai vertici europei è duplice: organizzativo e farmacologico. Dall'agosto del 2025, l'Aou ha introdotto nei suoi protocolli l'utilizzo del tenecteplase, un innovativo farmaco trombolitico (una molecola progettata per aggredire e sciogliere chimicamente i grumi di sangue che ostruiscono i vasi cerebrali). Grazie alla rapidità di somministrazione di questo medicinale, l'équipe medica è in grado di iniettarlo al paziente direttamente all'interno della sala TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) pochi secondi dopo che l'esame radiologico ha escluso la presenza di un'emorragia cerebrale (cioè la rottura di un vaso vascolare, condizione in cui il farmaco sarebbe fatale). Questa procedura salta a piè pari il trasferimento fisico del malato verso il reparto di degenza, abbattendo di almeno venti minuti i tempi di intervento.
I numeri statistici certificano questo cambio di marcia: nel primo semestre del 2026 sono stati trattati con questa molecola circa 70 pazienti, un ritmo serrato considerando che nell'intero arco del 2025 i trattamenti totali erano stati 120. Oltre la metà di coloro che necessitavano della trombolisi ha ricevuto l'infusione in meno di 45 minuti dall'arrivo al Santissima Annunziata, con punte di assoluta eccellenza al di sotto della mezz'ora.
A inquadrare l'importanza clinica di queste prestazioni è Alessandra Sanna, direttrice della Stroke Unit: «Questo riconoscimento è il risultato di un importante lavoro di squadra e di un cambiamento organizzativo che ci ha permesso di ridurre ulteriormente i tempi di trattamento. L’introduzione del tenecteplase ci consente di somministrare la terapia direttamente in sala TAC, immediatamente dopo aver escluso l’emorragia cerebrale. Abbiamo eliminato i tempi legati ai trasferimenti interni del paziente, con un risparmio di almeno venti minuti. Nell’ictus il tempo è cervello: ogni minuto perso significa milioni di neuroni che non possono essere recuperati. Essere passati dal livello Platinum al Diamond rappresenta per noi un traguardo importante e uno stimolo a migliorare ancora».
Questo nuovo assetto logistico favorisce collateralmente anche un accesso ben più rapido alla trombectomia meccanica. Si tratta di una complessa procedura chirurgica mininvasiva che subentra quando i farmaci non bastano, e consiste nell'asportazione fisica del trombo attraverso l'inserimento di sottilissimi cateteri nei vasi sanguigni, un intervento garantito dalla presenza del reparto di Radiologia interventistica all'interno dello stesso presidio ospedaliero.
Soddisfazione istituzionale è stata espressa dal direttore generale dell'Aou, Serafinangelo Ponti: «Questo risultato conferma come investire contemporaneamente in innovazione terapeutica, organizzazione e lavoro multidisciplinare produca benefici concreti per i pazienti. Il riconoscimento Angels Diamond premia l’impegno quotidiano di tutti i professionisti coinvolti nel percorso ictus e testimonia la capacità della nostra Azienda di offrire cure tempestive e di elevata qualità, in linea con i più alti standard internazionali».
Lo stesso Ponti evidenzia la caratura scientifica dei propri specialisti, il cui modello varca i confini dell'azienda turritana: «La presenza inoltre di professionisti dell’Aou di Sassari nel Coordinamento regionale della Rete Stroke rappresenta un importante riconoscimento delle competenze sviluppate dalla nostra Azienda nella gestione dell’ictus. La partecipazione di Alessandra Sanna e Paolo Pinna Parpaglia consentirà di mettere a disposizione dell’intera rete regionale un patrimonio di esperienza clinica e organizzativa, contribuendo a rafforzare l’integrazione tra i diversi nodi della rete e a garantire ai cittadini percorsi di cura sempre più efficaci, tempestivi e omogenei su tutto il territorio della Sardegna».
La macchina ospedaliera – che coinvolge in una catena di montaggio vitale la Stroke Unit, il Pronto Soccorso, la Radiologia, l'Anestesia, la Rianimazione e gli infermieri – è dunque in grado di garantire standard di livello mondiale, ma dipende da un fattore esterno non controllabile dai medici: la tempestività dei cittadini. Come ricordano le linee guida internazionali, solo una frazione dei malati arriva in ospedale in tempo utile, poiché i sintomi (come deviazione della bocca, debolezza in un braccio o difficoltà improvvisa nel linguaggio) vengono spesso sottovalutati. Diventa perciò essenziale chiamare immediatamente il 118 al primissimo sospetto, affinché la rete di emergenza, attualmente chiamata a coprire anche la massiccia presenza di turisti estivi, possa attivarsi in modo repentino e salvare il cervello del paziente.