L'Ateneo sardo vara una nuova offerta formativa multidisciplinare per formare figure altamente specializzate nel contrasto ai disastri ecologici e ai crimini ambientali. Coinvolti i laboratori ospedalieri, l'Agenzia delle Dogane e i reparti speciali dei Carabinieri (NOE e RIS). L'inaugurazione ufficiale delle lezioni è fissata per il primo ottobre.
CAGLIARI – Investigare la scena di un crimine ambientale, tracciare l'impatto di scorie industriali sulla salute umana, supportare le forze dell'ordine nel contrasto al traffico illecito di rifiuti e all'abusivismo edilizio. Sono queste le complesse sfide operative a cui intende rispondere la nuova Laurea Magistrale in TAF (Tossicologia Ambientale e Forense), il nuovo corso di studi istituito dall'Università degli Studi di Cagliari. Si tratta di un progetto didattico che, per struttura e tipologia di partner coinvolti, non ha attualmente eguali nel panorama accademico nazionale.
Il sipario sul nuovo corso si alza formalmente oggi, lunedì 27 luglio, alle ore 15:00, presso l'aula Alfa della Cittadella Universitaria di Monserrato. Un incontro aperto alla stampa che funge da primo vertice operativo tra il corpo docente, i vertici delle forze dell'ordine e gli enti istituzionali partner. A tirare le fila del progetto è Patrizia Zavattari, professoressa ordinaria del Dipartimento di Scienze Biomediche e coordinatrice della nuova laurea.
«Promuoviamo una formazione innovativa e multidisciplinare in ambito nazionale che colma una lacuna sul territorio», rimarca la professoressa Zavattari, sintetizzando lo spirito di un corso che farà il suo debutto ufficiale in aula il primo ottobre prossimo, con l'avvio dell'anno accademico 2026/2027.
La tossicologia è la branca della scienza che studia gli effetti avversi delle sostanze chimiche sugli organismi viventi. La sua declinazione "forense" e "ambientale" sposta questa disciplina dal puro ambito medico a quello investigativo e penale, applicando le analisi chimiche e biologiche per accertare le responsabilità legali dietro l'inquinamento di falde acquifere, i disastri ecologici o i danni al patrimonio naturalistico e archeologico.
La scelta di far nascere questo polo d'eccellenza investigativa proprio in Sardegna non è affatto casuale, ma risponde a una precisa urgenza storica e geografica.
«La Sardegna vive situazioni complesse dopo la dismissione di siti minerari, industriali e militari. Il corso fornisce conoscenze e capacità analitiche e interpretative sui processi implicati nelle cause o negli effetti di reati, crimini e disastri ambientali. Con un focus su aspetti forensi e penali legati alla valutazione del rischio per la salute umana», spiega nel dettaglio Patrizia Zavattari. L'Isola, segnata dal delicato processo di bonifica e riqualificazione di vasti poli petrolchimici, antiche miniere abbandonate e servitù militari, diventa così un laboratorio di studio ideale. La nuova Magistrale, sottolinea la coordinatrice, affronta lo studio in una terra dalle peculiarità genetiche, ecologiche e ambientali uniche, ponendosi come una scuola e un trampolino per sbocchi professionali da svolgere ovunque nel mondo.
Un tratto fortemente distintivo del corso risiede nei suoi requisiti di ammissione. L'accesso è libero, ma non è riservato esclusivamente a chi possiede una laurea triennale in Scienze tossicologiche e controllo di qualità. Il comitato promotore ha optato per un approccio trasversale, aprendo le porte a laureati provenienti da un ventaglio amplissimo di discipline: biologia, farmaceutica, tecniche di laboratorio, botanica, geologia, genetica, chimica, ecologia, giurisprudenza, medicina del lavoro, risorse minerarie e antropologia. L'obiettivo è fondere competenze legali, mediche e naturalistiche per creare professionisti capaci di avere una visione a trecentosessanta gradi sulle dinamiche di un crimine ambientale.
Per garantire sbocchi occupazionali di altissimo profilo, l'Università ha stretto un accordo quadro che integra in modo indissolubile la didattica teorica con la ricerca sul campo. Come precisa la presidente del Comitato promotore: «L'offerta didattica forma figure professionali innovative e adeguate a sfide ed esigenze tossicologiche, ambientali e forensi».
A confermare la caratura del progetto è l'elenco dei partner istituzionali seduti al tavolo tecnico odierno. Oltre ai laboratori ospedalieri dell'AOU (Azienda Ospedaliero-Universitaria) e dell'ospedale Brotzu di Cagliari, figurano due pilastri fondamentali della sicurezza statale.
Il primo è l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l'ente governativo che presidia i confini nazionali, fondamentale per intercettare e analizzare le importazioni illegali di merci pericolose e scorie tossiche.
Il secondo partner d'eccezione è l'Arma dei Carabinieri, presente con i suoi due reparti speciali di punta: il NOE (Nucleo Operativo Ecologico), l'unità d'eccellenza impiegata in prima linea per sventare le ecomafie e il traffico organizzato di rifiuti, e il RIS (Reparto Investigazioni Scientifiche), il comparto tecnico-scientifico dell'Arma, celebre per le sofisticatissime analisi forensi sulla scena del crimine. Un patrimonio di competenze investigative che, da ottobre, sarà a completa disposizione dei futuri esperti sardi.