La scienza si fa poesia sul palcoscenico: "I giardini di Eva Mameli Calvino" celebra la pioniera sarda della botanica

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In corso le repliche dello spettacolo teatrale scritto e interpretato da Valentina Sulas e Andrea Mameli. Un viaggio tra il rigore accademico della prima direttrice dell'Orto Botanico di Cagliari e l'eredità intellettuale trasmessa al figlio Italo.

CAGLIARI – C'è stato un tempo in cui l'accesso delle donne ai vertici delle istituzioni accademiche e scientifiche era un traguardo irto di ostacoli, quasi irraggiungibile. In questo contesto storico, la figura di Eva Mameli Calvino si staglia come un faro di emancipazione e di altissimo rigore intellettuale. Pioniera assoluta della cultura sarda e nazionale, fu la prima donna a ricoprire l'incarico di direttrice dell'Orto Botanico di Cagliari. Oggi, la sua eccezionale parabola umana e professionale rivive sul palcoscenico grazie allo spettacolo "I giardini di Eva Mameli Calvino", un'opera che sta registrando un forte interesse nel corso delle sue attuali repliche.

Scritto, diretto e interpretato dal duo composto da Valentina Sulas e Andrea Mameli, il lavoro teatrale traccia un sentiero narrativo che esplora a tutto tondo la vita di questa mente eccelsa. La drammaturgia ripercorre le tappe fondamentali della sua tenace formazione, sviluppatasi inizialmente tra le aule di Sassari e gli atenei di Pavia, per poi culminare nei prestigiosi traguardi raggiunti nel capoluogo sardo.

Nel corso della sua carriera, Eva Mameli conseguì infatti la libera docenza in botanica all'Università di Cagliari. Si tratta di un titolo accademico di altissimo livello, oggi non più presente nell'ordinamento universitario italiano, che all'epoca veniva rilasciato a seguito di un severo esame ministeriale e abilitava ufficialmente i docenti a tenere corsi di livello universitario. Una qualifica che certificava la sua eccellenza in un ambiente dominato da figure maschili.

Il racconto scenico si spinge oltre la dimensione puramente accademica, affrontando il profondo sodalizio umano e intellettuale suggellato dal matrimonio con il noto agronomo sanremese Mario Calvino. Sulla scena, l'intenso dialogo tra Sulas e Mameli restituisce al pubblico l'atmosfera magica del mondo naturale. Gli interpreti riescono a trasformare il duro lavoro della terra in una dimensione fortemente evocativa, rendendo il doveroso omaggio a una donna che ha fatto della ricerca la propria ragione di vita.

La sceneggiatura cattura l'essenza di una studiosa capace di coniugare l'analisi microscopica delle piante con una visione spiccatamente umanistica dell'esistenza. È proprio in questo innesto tra mondo vegetale e letteratura che risiede il lascito più profondo della scienziata, una dimensione magistralmente inquadrata dalle parole del co-autore Andrea Mameli:

«In Eva il rigore del metodo scientifico convive con una profonda sensibilità artistica e la botanica si trasforma in poesia, un terreno fertile su cui Italo Calvino affondò le sue radici».

Questa citazione illumina un aspetto cruciale della storia culturale italiana: l'amore per la natura e la sensibilità analitica che Eva Mameli trasmise al figlio Italo – destinato a diventare uno dei più influenti e innovativi scrittori del Novecento europeo – sono parte integrante di questa suggestiva narrazione teatrale.

"I giardini di Eva Mameli Calvino" supera dunque i confini della semplice rievocazione biografica. Portando in luce il rigore, la poesia e l'avanguardia di una donna straordinaria, l'opera restituisce una storia che parla con dirompente forza al nostro presente.