Con l'aumento dei turisti e delle temperature, il fabbisogno di trasfusioni cresce, ma le donazioni subiscono un drastico calo. L'Azienda Ospedaliero Universitaria mobilita anche i propri medici e infermieri per dare l'esempio. I dettagli su come e dove donare in città.
SASSARI – L'estate in Sardegna porta con sé un paradosso ciclico e potenzialmente letale per il sistema sanitario: nel momento di massimo affollamento dell'Isola, le scorte salvavita si prosciugano. L'Azienda Ospedaliero Universitaria (Aou) di Sassari si trova ad affrontare la consueta, ma sempre critica, flessione fisiologica delle donazioni di sangue, unita a un picco della domanda clinica. Un'emergenza silenziosa che ha spinto i vertici della struttura a lanciare un accorato appello pubblico alla cittadinanza.
Il problema, tuttavia, non si limita ai confini del capoluogo turritano. L'intera Sardegna sconta un deficit strutturale cronico che la costringe a dipendere dall'esterno. Ogni anno, la rete ospedaliera regionale necessita di circa 107.000 unità di sangue per garantire gli interventi chirurgici, le terapie e la gestione delle urgenze. Le raccolte locali, però, si fermano a quota 75.000. Questa voragine di oltre 32.000 sacche viene storicamente colmata attraverso l'importazione dalla penisola italiana.
A rendere la situazione sarda particolarmente delicata è anche l'alta incidenza della talassemia, una malattia genetica del sangue (un tempo nota come anemia mediterranea) che impedisce la corretta sintesi dell'emoglobina, costringendo chi ne è affetto a sottoporsi a continue e vitali trasfusioni. A questo quadro clinico di base si aggiungono, nei mesi estivi, i traumi legati all'aumento esponenziale del traffico turistico, le necessità dei pazienti oncologici e l'aggravamento delle condizioni dei soggetti più fragili a causa del forte caldo. Poiché il sangue è un tessuto fluido che non può in alcun modo essere riprodotto artificialmente in laboratorio, l'intero apparato medico si regge esclusivamente sul gesto volontario dei cittadini.
A delineare con precisione i contorni dell'emergenza attuale è Pietro Manca, direttore del Servizio immunotrasfusionale, terapia delle emoglobinopatie e coagulopatie dell’Aou di Sassari, il reparto nevralgico che gestisce la raccolta e la distribuzione degli emocomponenti. «Il numero delle donazioni sta progressivamente diminuendo a livello regionale e nazionale proprio mentre, durante l’estate, il fabbisogno aumenta – spiega Pietro Manca –. Le alte temperature, la maggiore fragilità di molti pazienti e l’incremento della popolazione dovuto ai flussi turistici determinano una richiesta ancora più elevata di sangue. Donare è un gesto semplice che può salvare vite umane e, allo stesso tempo, rappresenta anche un’opportunità per il donatore, che può tenere periodicamente sotto controllo il proprio stato di salute. Per questo invitiamo chi può farlo a donare con regolarità».
La donazione, infatti, garantisce a chi la effettua uno screening medico gratuito e completo sui principali valori ematici, unendo il valore etico a quello della prevenzione personale. Sull'importanza comunitaria di questa pratica interviene anche Lucia Anna Mameli, medico specialista in ematologia e direttrice sanitaria dell'Aou sassarese: «La disponibilità di sangue è un patrimonio di tutta la comunità e rappresenta una risorsa essenziale per garantire cure tempestive e sicure ai pazienti – sottolinea Lucia Anna Mameli –. Dietro ogni donazione c’è la possibilità concreta di salvare una vita o di consentire il proseguimento di una terapia. Per questo rivolgiamo un appello ai cittadini affinché, soprattutto durante l’estate, non facciano mancare il proprio contributo di solidarietà».
Per dare forza a questo messaggio, l'Azienda ha deciso di promuovere una campagna di sensibilizzazione interna. Medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale amministrativo sono stati formalmente invitati dalla direzione a rimboccarsi le maniche in prima persona, per dimostrare con l'esempio diretto l'urgenza di mantenere intatte le scorte ospedaliere.
Partecipare a questa rete di solidarietà è un processo rapido e accessibile durante tutto l'anno a chiunque si trovi in buone condizioni di salute e abbia un'età compresa tra i 18 e i 70 anni. L'organizzazione territoriale offre diverse opzioni per agevolare l'afflusso dei volontari, evitando il ricorso a elenchi o procedure complesse. A Sassari, il punto di riferimento ospedaliero è il Centro trasfusionale dell'Aou, situato all'interno del Palazzo Rosa in via Monte Grappa. La struttura accoglie i donatori dal lunedì al sabato, in fascia mattutina dalle ore 8:00 alle 12:30, mettendo a disposizione i numeri telefonici 079 2646462 e 079 2646496 per richiedere informazioni o fissare un appuntamento.
Al di fuori del perimetro ospedaliero, la rete del volontariato supporta costantemente la raccolta. È possibile recarsi presso la sede cittadina dell'Avis (l'Associazione Volontari Italiani del Sangue) situata in via Pavese. Inoltre, per raggiungere in modo capillare anche i centri limitrofi e i quartieri periferici, l'Avis provinciale coordina una flotta di autoemoteche, veri e propri ambulatori mobili attrezzati per il prelievo. Per conoscere le tappe quotidiane di questi mezzi itineranti, i cittadini possono consultare il portale web dell'associazione (avisprovincialesassari.it) o contattare la segreteria provinciale al numero 079 250000, potendo così programmare la propria donazione nel luogo e nel momento più congeniale.