Dalla saggistica al boom di giovani, la scommessa vinta di "Un'Isola in Rete": cala il sipario sulla lunga maratona letteraria del Nord-Ovest

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Una lunga carovana letteraria che dalla primavera cittadina si è spinta fino al cuore dell'estate costiera, scommettendo – contro le più rassicuranti consuetudini balneari – sul peso specifico della saggistica e della filosofia. Il cartellone della sedicesima edizione di "Un’Isola in Rete", il festival internazionale del libro e della lettura che da aprile ha trasformato piazze, librerie e biblioteche in poli di dibattito, ha chiuso il suo lungo itinerario itinerante domenica 12 luglio, archiviando una stagione caratterizzata da un'inaspettata risposta demografica.

L'ultimo atto della rassegna è andato in scena sulle terrazze della Sala XI del Castello dei Doria, l'antica roccaforte genovese a picco sul mare che domina l'abitato di Castelsardo, storico baricentro degli appuntamenti finali. Qui, circondati dal golfo dell'Asinara, il romanziere Marcello Fois ha condiviso il palco con gli scrittori Ciriaco Offeddu e Caterina Battilocchio, chiudendo un cerchio narrativo che nei mesi precedenti aveva portato in Sardegna nomi di primo piano dell'editoria nazionale, dallo Strega Walter Siti alla traduttrice e scrittrice Beatrice Masini, passando per Gesuino Nemus, Filippo La Porta e studiosi del calibro di Luca Cena, Anna Maria Urso, Giulia Simi e Anna Dolfi.

L'architettura del festival, tuttavia, non si è limitata alla classica presentazione frontale delle ultime fatiche editoriali. La fase conclusiva in terra anglonese è stata infatti strutturata attorno a un innesto accademico: le Summer School internazionali organizzate in sinergia con l'associazione culturale Inschibboleth. Si tratta di percorsi formativi intensivi estivi di alta specializzazione, declinati per l'occasione in moduli di filosofia, critica letteraria, studi classici e laboratori di scrittura creativa, capaci di affiancare il rigore dello studio ai concerti serali e al dialogo informale con il pubblico.

Proprio il riscontro nelle piazze rappresenta la chiave di lettura rivendicata dalla direzione artistica. Tracciando il bilancio a riflettori ormai spenti, il co-direttore Federico Piras inquadra il superamento delle aspettative iniziali evidenziando un dettaglio generazionale: «Ci ha colpito soprattutto la presenza di tanti giovani. Vedere ragazze e ragazzi partecipare con interesse è forse il risultato più importante che potessimo ottenere». Un esito che il direttore condivide politicamente con le giunte di Sassari, Sennori e Castelsardo, le tre municipalità coinvolte che avrebbero supportato la manifestazione sposando l'idea di una cultura intesa come investimento strutturale e non come mero intrattenimento effimero.

Sulle scelte di palinsesto si sofferma invece il co-direttore Giuseppe Pintus, che ammette apertamente i rischi legati alla programmazione di quest'anno. Secondo la sua analisi, la fisionomia dell'edizione 2026 è stata segnata da una massiccia iniezione di testi di saggistica, una «scelta rischiosa» in un mercato estivo tradizionalmente dominato dalla narrativa d'evasione, ma che il successo di pubblico ha trasformato in un incoraggiamento a «proseguire con convinzione in questa direzione».

Sul fronte prettamente istituzionale, le ricadute sul tessuto urbano vengono evidenziate dai vertici di Castelsardo. La sindaca Maria Lucia Tirotto interpreta l'innesto della scuola estiva internazionale di filosofia e il ripristino dei laboratori di scrittura come il raggiungimento di una «nuova maturità» per l'evento, rinnovando pubblicamente l'intenzione della sua giunta di mantenere costante la spesa pubblica per la promozione culturale. Un percorso di continuità storica ribadito dall'assessora alla Cultura Maria Speranza Frassetto, la quale ha sfruttato i ringraziamenti di rito allo staff per annunciare l'imminente varo di un nuovo calendario di appuntamenti estivi all'ombra del castello.

L'intera complessa macchina organizzativa, dislocata su tre comuni e spalmata su quasi quattro mesi di attività, ha poggiato su una vasta rete di coperture finanziarie. Oltre al supporto diretto dei tre enti locali guidati dai sindaci Giuseppe Mascia, Nicola Sassu e dalla stessa Tirotto, e al contributo dell'assessorato regionale, le risorse sono state garantite dalla Fondazione di Sardegna e dal circuito Salude & Trigu, il programma quadro ideato e finanziato dalla Camera di Commercio di Sassari per sostenere economicamente gli eventi capaci di generare ricadute turistiche tangibili sul nord dell'Isola.