Sassari affronta l'allerta meteo con la prima mappa sarda dei "rifugi climatici": 22 oasi urbane contro il caldo estremo

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L'allarme per le temperature estreme diramato dalla Protezione Civile regionale trova una risposta strutturale tra le vie di Sassari. Nel pieno della prima grande ondata di calore dell'estate, l'amministrazione civica attiva ufficialmente una rete diffusa di rifugi climatici, un tracciato di ventidue oasi urbane destinate a offrire ristoro termico gratuito a cittadini e soggetti vulnerabili.

Il modello operativo, sperimentato per la prima volta in Sardegna ma già radicato nelle strategie di resilienza urbana delle principali capitali europee, punta ad arginare gli impatti sanitari del surriscaldamento globale sfruttando le infrastrutture già esistenti. La mappa interattiva, consultabile da oggi sul portale istituzionale del Comune, censisce spazi pubblici eterogenei ma accomunati da un elevato comfort termico – la condizione fisiologica ottimale in cui il corpo umano riesce a mantenere la propria temperatura interna senza dover attivare meccanismi di sudorazione o vascolarizzazione eccessiva, abbattendo lo stress fisico.

Il perimetro di queste zone di sollievo abbraccia l'intero tessuto cittadino. L'elenco spazia dai grandi polmoni verdi come il parco di Monserrato alle piccole isole d'ombra incastonate nei quartieri, come il giardino di via Frassetto, includendo strategicamente anche ambienti chiusi e climatizzati come le biblioteche e l'archivio storico comunale. La selezione dei ventidue siti deriva da una rigida mappatura territoriale basata su criteri di accessibilità universale, fruibilità immediata e reale capacità di abbattimento dei gradi centigradi.

La creazione di questo scudo contro l'afa non è una risposta estemporanea all'emergenza del momento, ma rappresenta l'attuazione pratica del Piano locale di Adattamento ai cambiamenti climatici, lo strumento urbanistico e strategico approvato dal Consiglio comunale nel 2025 con lo scopo di riprogettare gli spazi cittadini e le reazioni istituzionali in funzione degli eventi meteorologici estremi, dalle piogge alluvionali alle prolungate siccità estive.

L'attivazione della rete coincide volutamente con l'innalzamento dei livelli di rischio. I bollettini di criticità per ondate di calore – le allerte specifiche diramate dalle autorità di protezione civile quando i termometri superano le soglie di sicurezza sanitaria per tre o più giorni consecutivi, in assenza di ventilazione e con alti tassi di umidità – impongono la necessità di proteggere in via prioritaria le fasce demografiche più esposte, come anziani, bambini e persone con patologie croniche cardiovascolari o respiratorie.

In quest'ottica, i rifugi climatici sassaresi si spogliano della loro funzione puramente ricreativa o culturale per trasformarsi in veri e propri presidi sanitari preventivi: luoghi liberamente accessibili in cui abbassare la temperatura corporea, riposare e spezzare l'esposizione al sole rovente. Una rete di mutuo soccorso civico che trasforma le chiome degli alberi e le sale lettura climatizzate in un servizio essenziale di salute pubblica.