Trenino Verde, la Regione sblocca la Fondazione: dal ponte di Niala al nord Sardegna, la mappa dei cantieri per le tratte storiche

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Il progetto di rilancio del Trenino Verde passa per una riorganizzazione amministrativa e un nuovo cronoprogramma dei cantieri. L'orizzonte tracciato dall'esecutivo isolano, secondo quanto diffuso in una recente nota ufficiale, punta a restituire continuità alle ferrovie turistiche della Sardegna, la rete di tracciati a scartamento ridotto ormai dismessa dal trasporto pubblico commerciale ma tutelata per il suo inestimabile pregio paesaggistico e storico.

La gestione del piano viene affidata a una nuova cabina di regia. Grazie agli atti approvati nei mesi scorsi sia dalla Giunta che dal Consiglio regionale – rispettivamente l'organo esecutivo e l'assemblea legislativa dell'Isola – la Fondazione Trenino Verde si appresta a diventare pienamente operativa. L'attivazione di questo specifico ente, uno strumento giuridico a partecipazione pubblica dotato di autonomia gestionale e finanziaria, è stata concepita per snellire la programmazione degli interventi e bypassare le rigidità burocratiche dei tradizionali uffici regionali, coordinando in un unico tavolo le attività degli Assessorati dei Trasporti, del Turismo e degli Enti Locali.

La priorità infrastrutturale delineata dal documento si concentra sulla Mandas-Arbatax, la tratta più lunga e celebre del network, attualmente spezzata in più tronconi. La tabella di marcia della Regione conferma l'obiettivo di riaprire alla circolazione il segmento tra Mandas e Sadali entro la fine del 2026, garantendo nel frattempo la regolare prosecuzione del servizio sulla Lanusei-Arbatax. Il nodo nevralgico per la ricucitura dell'intera dorsale si trova nel tratto intermedio, dove l'Assessorato ai Trasporti annuncia l'imminente ripresa dei cantieri per il rifacimento del ponte di Niala. Questa infrastruttura, situata nel territorio di Ussassai, rappresenta un passaggio ingegneristico obbligato e indispensabile per poter fisicamente ricollegare Sadali a Lanusei.

La mappa degli interventi si estende parallelamente al resto dell'Isola, con tempistiche differenti a seconda delle criticità strutturali. Nel nord Sardegna, sulla dorsale Sassari-Tempio-Palau, la riattivazione della tratta compresa tra Luras e Arzachena viene fissata a medio-lungo termine, con una conclusione dei lavori stimata entro il 31 dicembre 2028. Tempi decisamente più brevi interessano invece il versante occidentale: il servizio sulla linea Macomer-Bosa Marina, al momento limitato al capolinea provvisorio di Tresnuraghes a causa di un piccolo cedimento strutturale, dovrebbe riprendere la sua corsa completa verso il mare entro la fine dell'estate, una volta ultimati i lavori di consolidamento.

A tracciare la linea politica dell'operazione è l'assessora regionale dei Trasporti, Barbara Manca. L'esponente della Giunta definisce la rete ferroviaria un «patrimonio storico, paesaggistico e turistico» che l'amministrazione ha il dovere di valorizzare. La piena operatività della Fondazione, afferma l'assessora, fornisce finalmente lo strumento istituzionale necessario per superare le criticità presenti lungo i tracciati, vincolando l'avanzamento dei lavori alle risorse finanziarie che si renderanno via via disponibili. L'obiettivo finale dichiarato da Manca è quello di «restituire ai territori una rete ferroviaria turistica sempre più estesa, efficiente e capace di generare nuove opportunità di sviluppo per le comunità locali».