Il termometro impazzito e le ondate di calore prolungate stanno mettendo a dura prova le reti elettriche e i bilanci familiari. In Sardegna, il contrasto alle temperature estreme passa attraverso gli oltre 350mila impianti di condizionamento installati tra abitazioni, negozi e attività produttive, macchine che in questi giorni rimangono accese per una media di oltre sei ore quotidiane.
A fotografare il fenomeno è l'Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, che posiziona l'Isola al terzo posto in Italia – dietro solo a Veneto e Sicilia – per dotazione di sistemi di raffrescamento. I dati rivelano che il 59,9% degli immobili sardi utilizza sistemi di climatizzazione, un dato nettamente superiore alla media nazionale ferma al 48,8%. Entrando nel dettaglio tecnologico, quasi l'83% di queste macchine è costituito da pompe di calore, ovvero apparecchi in grado di invertire il ciclo frigorifero permettendo sia di immettere aria fredda durante l'estate, sia di riscaldare gli ambienti nella stagione invernale.
Di fronte a un utilizzo così massiccio, che si scontra inevitabilmente con i rincari energetici degli ultimi anni, Confartigianato ed ENEA – l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile – hanno diffuso un documento congiunto per guidare i cittadini verso un uso razionale ed efficiente degli impianti.
L'approccio al problema inizia fin dal momento dell'acquisto. Giuseppe Tatti, presidente provinciale degli impiantisti di Confartigianato Nuoro-Ogliastra, inquadra la questione spiegando che «sceglierlo e utilizzarlo correttamente significa migliorare il benessere della famiglia, contenere i consumi e guardare con maggiore consapevolezza al futuro energetico delle nostre abitazioni». La prima regola indicata dagli esperti è il corretto dimensionamento dell'apparecchio rispetto alla metratura della stanza. Tatti avverte che chi acquista autonomamente tende a scegliere macchine più potenti del necessario cercando maggiori garanzie di comfort, una scelta che spesso produce l'effetto opposto: «L’ambiente raggiunge troppo rapidamente la temperatura impostata e il compressore non riesce a modulare correttamente il funzionamento, annullando i vantaggi della tecnologia inverter».
Questa specifica tecnologia – il sistema elettronico che modula costantemente la potenza del compressore in base all'effettiva necessità termica della stanza, evitando i continui e dispendiosi picchi di assorbimento elettrico dovuti ai cicli di spegnimento e riaccensione tipici dei vecchi apparecchi "on-off" – risulta infatti inutile se la macchina è sovradimensionata per gli spazi in cui opera. Allo stesso modo, il documento smonta il falso mito del "condizionatore potente in corridoio", una pratica inefficiente che genera un forte sbalzo termico nelle zone di passaggio lasciando calde le stanze periferiche, ribadendo la necessità di installare uno split dedicato per ogni ambiente che si intende raffrescare.
Dal posizionamento hardware si passa alle abitudini quotidiane. L'unità interna, ricordano i tecnici, va sempre collocata nella parte alta della parete, sfruttando il principio fisico per cui l'aria fredda, essendo più pesante, tende a scendere mescolandosi con quella calda, a patto di non ostacolarne il flusso nascondendo la macchina dietro tende o divani. Durante il funzionamento, oltre a mantenere rigorosamente chiuse porte e finestre, la normativa prevede che la temperatura interna non scenda mai sotto la soglia dei 24-26 gradi centigradi. Spesso, evidenziano gli esperti, per neutralizzare la sensazione di caldo opprimente è sufficiente attivare la sola funzione di deumidificazione, un processo che abbattendo la percentuale di vapore acqueo presente nell'aria abbassa drasticamente la temperatura percepita dal corpo umano, richiedendo alla macchina uno sforzo energetico nettamente inferiore.
A fare la differenza sui consumi, quantificabili fino a un 30% di energia elettrica risparmiata, è anche la manutenzione periodica. Gli installatori ricordano l'importanza di igienizzare i filtri dell'aria – dove il ristagno di condensa favorisce la proliferazione di muffe e di agenti patogeni pericolosi per le vie respiratorie come il batterio della legionella – e di verificare la tenuta del circuito refrigerante. Quest'ultima operazione, avverte il presidente degli impiantisti sardi, non ammette il fai-da-te: la manipolazione dei gas fluorurati, sostanze altamente climalteranti qualora disperse in atmosfera, è consentita per legge esclusivamente a tecnici e imprese in possesso di specifiche certificazioni ministeriali.
La strategia del risparmio tracciata da Confartigianato si allarga infine all'architettura stessa della casa e alle agevolazioni statali. L'impatto del sole può essere mitigato semplicemente serrando le persiane o abbassando le tapparelle nelle ore centrali della giornata, riducendo l'accumulo termico che il condizionatore dovrà poi smaltire. Per chi decide di sostituire un vecchio impianto, l'invito è quello di orientarsi su macchine di classe A+++ – capaci di consumare fino al 40% in meno rispetto a una classe B – valutando attentamente i valori SEER e SCOP, gli indici riportati sull'etichetta energetica che misurano il reale rendimento elettrico stagionale rispettivamente in modalità raffrescamento e in riscaldamento. Una spesa iniziale che può essere ammortizzata sfruttando gli strumenti fiscali attualmente in vigore, come la detrazione IRPEF al 50% o il Conto Termico, in un'ottica di transizione energetica che trova la sua massima espressione nell'abbinamento tra le moderne pompe di calore e l'installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto dell'abitazione.