Centrale agrivoltaica nel Montiferru, la Regione blocca l'impianto di Siete Fuentes: «Mancano le valutazioni ambientali»

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Il progetto per la costruzione di una centrale agrivoltaica a San Leonardo di Siete Fuentes – frazione del comune di Santu Lussurgiu nota per i suoi boschi di leccio, le sorgenti cristalline e la storica chiesa romanico-pisana – subisce una battuta d'arresto. La Direzione del Servizio Valutazioni e Incidenze Ambientali della Regione Sardegna ha formalmente stoppato l'iter autorizzativo dell'impianto proposto da una società energetica triestina, accogliendo l'istanza sollevata dall'associazione ecologista Gruppo d'Intervento Giuridico (GrIG).

La querelle, esplosa la scorsa primavera, ruota attorno alla procedura amministrativa scelta dall'azienda per l'installazione della centrale, la quale prevede una potenza di picco pari a 19,847 Megawatt su un'estensione di circa trenta ettari a destinazione agricola. Secondo il progetto iniziale, la società intendeva avviare i cantieri avvalendosi di una semplice Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) – uno strumento burocratico che consente l'inizio dei lavori previa autocertificazione senza passare per iter più complessi.

Questa scorciatoia amministrativa in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico e culturale è stata contestata dal GrIG lo scorso 14 aprile. L'associazione presieduta da Stefano Deliperi aveva presentato un formale atto di opposizione coinvolgendo il Ministero della Cultura, la Regione, il Comune e la Soprintendenza, sostenendo che impianti di tale potenza debbano obbligatoriamente essere sottoposti alla Verifica di Assoggettabilità a Valutazione d’Impatto Ambientale (V.I.A.) – un'analisi tecnico-scientifica preventiva e vincolante finalizzata a valutare se un'opera possa avere effetti significativi sull'ambiente circostante.

Nei giorni scorsi è arrivata la pronuncia dirimente del Servizio regionale Valutazioni e Incidenze Ambientali che, attraverso una nota ufficiale datata 9 luglio, ha dato ragione agli ecologisti. Analizzando le specifiche del progetto, la Regione ha accertato le dimensioni dell'intervento e la sua natura agrivoltaica – confermata dalla presenza di una proposta di gestione pastorale e foraggera del fondo – decretando senza mezzi termini che l'impianto in progetto «dovrà essere sottoposto alla procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. di competenza di questo Servizio».

La diffida della Regione non si ferma alla richiesta della V.I.A., ma entra nel merito dei titoli autorizzativi. Il documento regionale ricorda che, ai sensi del decreto legislativo 152/2006, i provvedimenti adottati in assenza di tale verifica «sono annullabili per violazione di legge». Vengono inoltre sollevati due ulteriori ostacoli normativi. Il primo riguarda la recente Legge Regionale n. 20/2024, la quale impone che gli impianti agrivoltaici in zona agricola «possano essere proposti esclusivamente da coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali (I.A.P.)» – requisito non soddisfatto dalla San Leonardo di Siete Fuentes S.r.l., essendo quest'ultima una società energetica. Il secondo ostacolo richiama il Decreto Legislativo 190/2024, che obbliga il proponente a dotarsi di una dichiarazione asseverata redatta da un professionista che attesti l'idoneità dell'impianto a «conservare almeno l'80 per cento della produzione lorda vendibile».

Nel comunicato diffuso per annunciare lo stop ai lavori, il GrIG non risparmia una stoccata al SUAPE dell'Unione dei Comuni del Montiferru e Alto Campidano – lo sportello unico per le attività produttive che gestisce la pratica a livello locale – definendo «decisamente poco consona» la posizione espressa dall'ente lo scorso 23 aprile, quando aveva ritenuto corretta la procedura PAS senza ipotizzare carenze autorizzatorie. La sintesi dell'associazione ecologista è però perentoria: i lavori per l'impianto, almeno per ora, non partiranno.