Ex Cartiera di Arbatax, il Comune di Tortolì acquisisce l'area: 35 ettari al Consorzio Industriale per il Polo della Nautica

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  Il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità l'acquisizione del compendio a un costo simbolico di 258 euro. L'operazione chiude un iter pluridecennale: in arrivo 4,6 milioni di fondi regionali per l'infrastrutturazione in vista dei nuovi insediamenti.

  Il Consiglio Comunale di Tortolì ha formalizzato l'acquisizione al patrimonio dell'ente di trentacinque ettari appartenenti all'ex Cartiera di Arbatax. Il via libera all'operazione è arrivato lo scorso 30 giugno con un voto all'unanimità dell'aula. Il comunicato ufficiale, diffuso dal Consorzio Industriale Provinciale dell'Ogliastra, certifica che il passaggio di proprietà è avvenuto per la cifra di 258,25 euro. Il documento descrive il costo dell'operazione come un «valore quasi simbolico per un'area che chiude vent'anni di attesa e apre un cantiere di sviluppo per l'intera Ogliastra».

  Il compendio territoriale passa ora nella disponibilità operativa del C.I.P.Og, l'ente che ha preso in carico le successive fasi di riconversione.

  A questo proposito, per aiutare il lettore a inquadrare le dinamiche amministrative dello sviluppo territoriale, è utile ricordare che i Consorzi Industriali Provinciali sono enti pubblici economici istituiti per favorire la nascita delle attività produttive. Nella pratica, il loro compito è quello di attrezzare vaste aree territoriali con strade, reti idriche, fognature e collegamenti telematici, gestendo successivamente l'assegnazione dei singoli lotti agli imprenditori che intendono insediarvi le proprie aziende.

Chiarito il perimetro d'azione dell'ente ricevente, le carte prevedono che sui terreni di Arbatax sorga il futuro Polo della Nautica. Per accelerare l'insediamento delle imprese – alcune delle quali hanno già manifestato interesse per il sito – la Regione ha stanziato un fondo di 4,6 milioni di euro destinato specificamente alle opere di infrastrutturazione e urbanizzazione. Parallelamente ai lavori a terra, la nota informa che il Consorzio sta lavorando a una riclassificazione complessiva del porto di Arbatax, per allineare lo scalo marittimo alla nuova vocazione produttiva della zona, e alla progettazione di infrastrutture mirate a risolvere i problemi di viabilità che attualmente ne limitano l'accesso ai mezzi pesanti.

Il passaggio in Consiglio Comunale scioglie gli ultimi nodi tecnici rimasti in sospeso tra l'amministrazione locale e il C.I.P.Og, ponendo fine a un percorso burocratico pluridecennale. L'iter era iniziato a seguito del fallimento della società Sarind, evento che aveva collocato l'intero compendio sotto la diretta competenza dell'Assessorato regionale dell'Industria. Dopo un lungo periodo di valutazioni, sono state due distinte delibere della Giunta Regionale, approvate rispettivamente nel 2018 e nel 2025, a disporne infine la cessione formale al Comune di Tortolì.

La storia industriale del sito affonda le radici nel 1963, anno di apertura della Cartiera. Per decenni la fabbrica ha rappresentato il cuore economico dell'Ogliastra, arrivando a impiegare mille dipendenti. Gli impianti, con due macchine continue attive giorno e notte, garantivano una produzione quotidiana di quattrocento tonnellate di carta. L'impatto sul tessuto urbanistico e sociale fu di tale portata da determinare la nascita dell'aeroporto di Tortolì-Arbatax e la costruzione, attorno al perimetro della fabbrica, di un intero quartiere destinato alle famiglie dei lavoratori.

La crisi del polo cartario si è aggravata a partire dal 1989, culminando nel marzo del 1992, quando lo stabilimento è entrato in amministrazione straordinaria sotto la gestione diretta del Ministero dell'Industria.

In ambito giuridico ed economico, l'amministrazione straordinaria è una procedura concorsuale che lo Stato applica alle grandi imprese in stato di insolvenza. A differenza del normale fallimento, che punta alla liquidazione immediata dei beni, questo strumento cerca di salvare l'azienda e i posti di lavoro affidandone la gestione a commissari nominati dal Governo, con l'obiettivo di risanare i conti o cedere i complessi aziendali a nuovi acquirenti.

Terminata questa parentesi tecnica, la cronaca storica del sito industriale registra che il tentativo di salvataggio statale non riuscì a invertire la rotta. Seguì infatti un lungo iter fallimentare dibattuto davanti al Tribunale di Bologna, conclusosi in modo definitivo nel 2005 con la chiusura totale degli impianti. Oggi, a distanza di quasi vent'anni, l'orizzonte sembra mutato. Nelle righe conclusive del comunicato, il Consorzio guarda al rilancio dell'area definendo l'ex polo industriale non più come una «ferita nel paesaggio», ma come una «promessa per il futuro».

 

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