Scatta l'arresto domiciliare per un giovane di Alghero accusato di aver aggredito e abusato di una conoscente

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La vittima è riuscita a divincolarsi e a fuggire, riportando lesioni fisiche che hanno richiesto le cure del pronto soccorso. I carabinieri hanno notificato il provvedimento restrittivo dopo aver raccolto le testimonianze e i referti medici.

Nella mattinata di venerdì 26 giugno i carabinieri della stazione di Alghero hanno bussato alla porta di un giovane del posto per notificargli un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Il ragazzo è accusato del reato di violenza sessuale aggravata ai danni di una donna di sua conoscenza. Il provvedimento restrittivo, che vieta all'indagato di allontanarsi dalla propria abitazione, è stato firmato dal Giudice per le Indagini Preliminari del tribunale di Sassari, il magistrato incaricato di valutare la solidità degli indizi raccolti dagli investigatori nella prima fase dell'inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica sassarese.

L'episodio al centro dell'indagine risale ai primi giorni del mese di giugno e si è consumato all'interno del territorio comunale algherese. Secondo la ricostruzione tracciata dai militari dell'Arma, il giovane avrebbe approfittato di una circostanza in cui si trovava occasionalmente da solo in compagnia della vittima per aggredirla fisicamente. L'uomo, usando la forza, avrebbe bloccato la conoscente costringendola a subire atti sessuali consistiti in ripetuti palpeggiamenti delle parti intime. La donna ha opposto resistenza, riuscendo a sottrarsi alla presa e ad allontanarsi dal suo aggressore.

La colluttazione ha lasciato segni evidenti sul corpo della vittima. A causa della violenza fisica subita, la donna ha riportato lesioni personali che hanno reso necessario l'intervento del personale sanitario in una struttura ospedaliera cittadina. Dopo essere stata assistita e medicata, è stata dimessa con una prognosi ufficiale di venti giorni di cure.

Gli accertamenti dei carabinieri sono scattati nell'immediato. Gli inquirenti hanno messo a verbale le testimonianze e acquisito i riscontri oggettivi, tra cui i referti medici, costruendo un quadro indiziario a carico del presunto autore. I magistrati hanno giudicato i fatti sufficientemente gravi da richiedere e ottenere dal giudice l'applicazione immediata della misura cautelare. Al termine delle operazioni di identificazione negli uffici della caserma, il giovane è stato riaccompagnato presso il proprio domicilio. La sua posizione penale resta al momento quella di indagato: come prevede la legge, la colpevolezza sarà considerata accertata in via definitiva solamente in caso di una sentenza irrevocabile di condanna al termine dell'iter processuale.