I prezzi della benzina pronti a crollare in Italia: previsti sconti fino a quarantacinque centesimi se si placa la crisi nello stretto di Hormuz

Michele Marsiglia

Il presidente dell'associazione non sindacale Federpetroli annuncia la discesa delle tariffe alla pompa e difende il comparto petrolifero. Michele Marsiglia chiede di fermare la caccia alle streghe contro le compagnie di distribuzione.

I prezzi dei carburanti distribuiti nelle stazioni di servizio italiane registrano una costante tendenza al ribasso da ormai tre settimane, una discesa che potrebbe presto trasformarsi in un risparmio massiccio per gli automobilisti. Se le tensioni geopolitiche internazionali dovessero allentarsi, garantendo la piena stabilizzazione del traffico navale nello stretto di Hormuz, il passaggio marittimo cruciale del Medio Oriente attraverso il quale transita una fetta fondamentale del petrolio mondiale, le tariffe alla pompa potrebbero crollare fino a toccare una riduzione compresa tra i trenta e i quarantacinque centesimi al litro.

A tracciare le stime sui futuri ribassi è intervenuto da Milano Michele Marsiglia, presidente di Federpetroli, l'associazione non sindacale che raggruppa le aziende e le industrie operanti nel settore degli idrocarburi. Il vertice del comparto petrolifero ha spiegato che il costo finale pagato dai consumatori non dipende esclusivamente dalle oscillazioni del barile di greggio sui mercati finanziari. Il prezzo è infatti il risultato di quella che in economia viene definita catena del valore, ovvero l'insieme dei costi di estrazione, raffinazione, trasporto logistico e tassazione statale che si sommano in successione prima che il prodotto arrivi materialmente nell'erogatore della stazione di servizio.

Per arginare gli allarmi sui rincari e difendere l'operato delle aziende distributrici, il presidente ha inquadrato le dinamiche del mercato affidando la propria posizione a una dichiarazione testuale diffusa attraverso l'agenzia di stampa LaPresse: «I prezzi dei carburanti alla pompa subiscono le variazioni a rialzo o ribasso rispettando diverse variabili e passaggi della catena del valore, non bisogna solo guardare al greggio che sale o che scende. Lo abbiamo più volte spiegato, specialmente in questi mesi delicati. E’ da tre settimane che sul mercato Italia i prezzi sono in continuo ribasso e se la situazione Hormuz si stabilizza il calo può arrivare anche a -30/45 centesimi a litro. I consumatori oggi conoscono le componenti del fattore prezzo, evitiamo inutili polemiche da caccia alle streghe alle compagnie petrolifere».