Un cittadino lombardo in cura nell'Isola denuncia la direzione sanitaria dell'Asl di Sassari per il blocco burocratico al centro prelievi. Il caso della ricetta priva del codice d'urgenza diventa un'inchiesta interna registrata al protocollo aziendale.
L'Azienda socio sanitaria locale numero 1 di Sassari ha formalmente protocollato un esposto presentato da un paziente oncologico contro il centro prelievi dell'ospedale civile di Alghero. La comunicazione, inviata tramite posta elettronica certificata e registrata dagli uffici direzionali la mattina del 22 giugno, reca in oggetto la denuncia per violazione del diritto alla salute, interruzione della continuità terapeutica e discriminazione di paziente fragile. Al centro della contestazione c'è il rifiuto iniziale da parte del personale sanitario di eseguire un esame del sangue propedeutico a una seduta di chemioterapia, motivato dalla mancanza di un appuntamento fissato in precedenza.
I fatti denunciati risalgono a lunedì 15 giugno. Il paziente si era recato nella struttura ospedaliera algherese con un'impegnativa rilasciata il venerdì precedente, alle ore tredici, dal suo oncologo di riferimento a Sassari. Gli esami ematochimici erano indispensabili per valutare i parametri vitali prima del ciclo di terapie salvavita programmato per il giorno successivo. A causa dell'orario di emissione della ricetta a ridosso del fine settimana, i canali del Centro unico di prenotazione, il sistema informatico e telefonico regionale che smista le richieste, risultavano di fatto inutilizzabili, rendendo materialmente impossibile per il cittadino mettersi in regola per il lunedì mattina.
Giunto in reparto, l'uomo si è scontrato con il divieto degli addetti allo sportello e della dottoressa responsabile del turno. La negazione della prestazione è stata giustificata con l'assenza della prenotazione e la mancanza sulla ricetta della lettera U, il codice che i medici curanti utilizzano per certificare un'urgenza clinica da evadere entro le settantadue ore. L'utente ha fatto presente di essere in cura presso l'Istituto Nazionale Tumori, un polo ospedaliero e di ricerca di altissimo livello, e di possedere l'esenzione 048, il codice numerico statale che garantisce ai malati di cancro l'accesso gratuito e agevolato alle cure. Stando a quanto riportato nella denuncia, la dottoressa avrebbe ribadito l'impossibilità di procedere, sostenendo che tale rigidità burocratica fosse la prassi in tutti gli ospedali d'Italia, informazione contestata dal paziente residente in Lombardia. Solamente dopo le pesanti rimostranze dell'uomo, già provato fisicamente e psicologicamente dalla patologia, i medici hanno acconsentito a eseguire il prelievo dopo le ore dieci del mattino.
Nel suo reclamo, il cittadino contesta le procedure del reparto appellandosi a diversi livelli normativi. Il blocco amministrativo viene definito un ostacolo in netto contrasto con l'articolo 32 della Costituzione italiana e con l'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che vieta i trattamenti disumani o degradanti nei confronti delle persone vulnerabili, equiparando a tali trattamenti la privazione ingiustificata di cure essenziali. Il documento evidenzia inoltre la presunta violazione della stessa Carta dei servizi sanitari dell'Asl di Sassari, la quale prevede esplicitamente che "gli utenti con prestazioni in urgenza possono accedere direttamente al Servizio senza prenotazione". Viene tirato in causa anche il Piano oncologico regionale, che impone alle strutture collegate in rete, come nel caso di Sassari e Alghero, di assorbire le necessità cliniche per garantire percorsi uniformi senza rimpallare i malati da un ufficio all'altro.
L'esposto inoltrato all'Ufficio relazioni con il pubblico e alla direzione sanitaria si chiude con la richiesta formale di un'indagine interna per verificare la correttezza dell'operato del centro prelievi algherese, sollevando contestualmente da ogni responsabilità i dipendenti dello sportello, considerati dall'autore della lettera dei meri esecutori delle regole imposte dai vertici del reparto. Il firmatario pretende chiarimenti scritti sulle deroghe che gli ospedali devono applicare per consentire l'accesso diretto ai pazienti con invalidità civile o esenzioni per patologie gravi e chiede l'adozione di misure correttive immediate per impedire che altri soggetti fragili, per i quali il fattore tempo determina la sopravvivenza, subiscano sbarramenti ai terminali. A conclusione della comunicazione inviata all'Asl, il paziente ha annunciato di riservarsi la facoltà di adire le vie legali e di informare le autorità competenti per la tutela dei diritti del malato.