I bacini del Campidano sono strapieni ma l'acqua non arriva nei campi: l'allarme di Coldiretti per i raccolti a rischio

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I lavori di manutenzione sulle condotte bloccano i canali d'irrigazione nel momento più caldo dell'anno. L'associazione dei coltivatori di Cagliari chiede alla Regione e al Consorzio di bonifica il ripristino immediato delle forniture.

Nelle campagne del Campidano l'avvio dell'estate mette a nudo un paradosso strutturale che rischia di mandare in fumo i raccolti. Nonostante gli invasi artificiali della Sardegna meridionale siano colmi di riserve idriche grazie alle abbondanti piogge cadute durante l'inverno e la primavera, la stagione dell'irrigazione non è ancora partita a pieno regime nei distretti agricoli. A bloccare i flussi verso i campi sono i cantieri di manutenzione aperti lungo la rete di adduzione, ovvero il sistema di grandi condotte che trasporta l'acqua dai bacini fino alle reti secondarie. Le tubature a mezzo servizio stanno strozzando le forniture proprio mentre le temperature iniziano ad alzarsi, spingendo Coldiretti Cagliari a chiedere l'immediata chiusura dei lavori.

La carenza di acqua a singhiozzo arriva dopo due annate già pesantemente compromesse per il comparto agricolo del sud dell'Isola. Nel 2024 i divieti di irrigazione avevano provocato la perdita di circa cinquemila ettari di coltivazioni, mentre nel 2025 una devastante siccità aveva costretto i produttori ad aspettare il mese di giugno per avere la certezza dei turni d'acqua. Nel 2026 lo scenario è opposto ma il risultato rischia di essere identico. A subire i danni maggiori sono le piantagioni di carciofi, una coltura strategica per l'approvvigionamento alimentare locale già indebolita nei mesi scorsi da un eccesso di precipitazioni, oltre ai frutteti e alle coltivazioni di ortaggi che necessitano di un apporto idrico costante per non seccare.

Il presidente di Coldiretti Cagliari, Giorgio Demurtas, ha espresso la forte preoccupazione degli operatori che si vedono privati della risorsa idrica nonostante le rassicurazioni iniziali sulla capienza dei laghi artificiali: “Le imprese agricole avevano programmato la stagione contando sulla disponibilità dell’acqua presente nei bacini e sulle indicazioni ricevute - denuncia il presidente di Coldiretti Cagliari Giorgio Demurtas - dopo due anni difficilissimi pensavamo finalmente di poter affrontare una stagione più serena. Invece ci troviamo nuovamente a fare i conti con limitazioni e incertezze che rischiano di compromettere investimenti, produzioni e reddito delle aziende. Non possiamo continuare a subire ogni anno emergenze diverse che producono però lo stesso risultato: mettere in difficoltà chi lavora la terra, ecco perchè chiediamo che si completino velocemente i lavori attivati”.

La gravità dello stop ha spinto a intervenire anche il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale, l'ente pubblico che gestisce la rete dei canali irrigui e la distribuzione dell'acqua nelle campagne del sud della Sardegna. I vertici del consorzio hanno inviato una richiesta formale di chiarimenti alla Regione e alle organizzazioni agricole per conoscere i tempi esatti del ripristino del servizio ordinario. Sulla necessità di una pianificazione che non danneggi le aziende interviene il direttore di Coldiretti Cagliari, Giuseppe Casu, il quale sottolinea che le manutenzioni idrauliche non devono tradursi nel blocco dell'erogazione: “Nessuno mette in discussione la necessità degli interventi sulle reti e sulle opere idrauliche ma si deve dare alle aziende immediatamente l'acqua per le irrigazioni - aggiunge Casu - i lavori devono essere programmati e condiviso con tutti i soggetti coinvolti, dai Consorzi di bonifica alle organizzazioni agricole, fino agli stessi imprenditori che utilizzano la risorsa. Quando c’è l’acqua bisogna mettere tutti nelle condizioni di utilizzarla. Non possiamo trovarci di fronte a situazioni in cui, pur avendo riserve disponibili negli invasi, le campagne restano a mezzo servizio”.

Per superare l'attuale stallo ed evitare il ripetersi di blocchi improvvisi nei prossimi mesi, l'organizzazione dei coltivatori ha chiesto l'istituzione immediata di un tavolo di confronto permanente. Questo organo di concertazione dovrà riunire attorno allo stesso tavolo i rappresentanti della Regione, i tecnici degli enti gestori dei bacini artificiali, i responsabili dei consorzi di irrigazione e i delegati dei sindacati agricoli. Lo scopo della proposta è pianificare con largo anticipo le opere di ammodernamento e i turni di chiusura delle condotte, impedendo che le aziende agricole debbano subire le perdite economiche causate da una mancanza di coordinamento tra gli uffici pubblici e le necessità reali delle campagne.