Il sistema centralizzato gestito dall'Ares assumerà liberi professionisti, neolaureati e pensionati con compensi dai 40 ai 100 euro all'ora per dire addio ai medici in affitto.
Il governo regionale ha istituito a Cagliari il nuovo Albo unico per i professionisti sanitari che lavorano con partita Iva. La gestione delle procedure di selezione e assunzione è stata affidata all'Ares, l'Azienda regionale della salute che coordina il sistema sanitario sardo. L'obiettivo della manovra è creare un serbatoio centralizzato digitale da cui le singole strutture ospedaliere potranno attingere per coprire i turni scoperti nei reparti di emergenza e urgenza, come i pronto soccorso, e negli ambulatori territoriali. Questo elenco unico permetterà di smistare il personale in modo omogeneo e con regole trasparenti, garantendo le cure anche nelle aree geografiche e logistiche più disagiate dell'Isola che attualmente soffrono la mancanza cronica di dottori.
Il nuovo sistema di reclutamento punta a chiudere l'esperienza dei cosiddetti "gettonisti", ovvero i medici forniti a caro prezzo da cooperative e agenzie esterne, fissando compensi precisi per chi deciderà di aderire all'elenco regionale in regime di libera professione. La retribuzione massima è stabilita in 100 euro all'ora, in linea con il tetto del contratto nazionale, ed è destinata ai medici già in possesso di una specializzazione e ai camici bianchi in quiescenza, cioè i dottori già andati in pensione che scelgono di tornare in corsia. Il compenso scende a 80 euro all'ora per gli specializzandi, i medici che stanno frequentando il penultimo e l'ultimo anno del corso di specializzazione. La terza fascia retributiva fissa invece la paga a 40 euro all'ora per i neolaureati abilitati iscritti all'Ordine e per gli specializzandi ai primi anni di corso. Questa scala di valori mira ad affiancare l'esperienza dei medici più anziani alle nuove leve, favorendo il ricambio generazionale all'interno degli ospedali.
La riforma è stata commentata dal Movimento 5 Stelle della Sardegna, forza politica che sostiene la presidente della giunta Alessandra Todde. Il gruppo inquadra la misura come una soluzione formale alla fuga del personale dai reparti maggiormente sotto pressione: "L’istituzione dell’albo unico regionale e le nuove tariffe per i professionisti dell’emergenza-urgenza rappresentano un segnale importante per la sanità sarda e per chi ogni giorno garantisce assistenza ai cittadini nei servizi più complessi e delicati".
La nota politica del Movimento si concentra infine sulle prospettive di carriera per le nuove leve della medicina, inquadrando il nuovo albo come uno scudo contro l'emigrazione lavorativa: "Particolarmente importante è l’attenzione riservata ai medici in formazione specialistica. Dare maggiori opportunità ai giovani professionisti e riconoscere economicamente il loro lavoro significa investire sul futuro della sanità pubblica e costruire le condizioni per trattenere competenze e professionalità nell’Isola". L'intervento si chiude rimarcando come l'adeguamento delle tariffe e la centralizzazione delle assunzioni offrano risposte pratiche a una criticità che per troppo tempo è stata affrontata senza gli strumenti adeguati.
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