Fiamme nella notte contro la moschea di Cagliari: scatta il presidio in via del Collegio per denunciare il raid

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Il movimento Potere al Popolo e la Casa del Popolo Rosa Luxemburg chiamano a raccolta i cittadini dopo l'incendio al portone del luogo di culto islamico, puntando il dito contro le formazioni di destra accusate di fomentare la xenofobia.

Durante la notte tra il 10 e l'11 giugno il portone d'ingresso della moschea Al-Hoda di via del Collegio, a Cagliari, è stato dato alle fiamme. In risposta a quello che viene definito dai promotori un grave e infame gesto intimidatorio di matrice squadrista, la sezione sarda del movimento politico Potere al Popolo e l'associazione Casa del Popolo Rosa Luxemburg hanno indetto un presidio di solidarietà per le ore 18:00 di oggi, chiamando a raccolta i cittadini proprio sotto la sede del luogo di culto musulmano.

Le due sigle inquadrano l'episodio all'interno di un clima d'odio e di ostilità verso le minoranze che considerano in rapida diffusione in tutto l'Occidente. Nel loro comunicato ufficiale, gli organizzatori della manifestazione attribuiscono la responsabilità morale e politica delle tensioni alle destre populiste. I rappresentanti di queste formazioni vengono definiti imprenditori dell'odio che cercano consensi marciando sotto la parola d'ordine della “remigrazione”, un termine politico utilizzato dai movimenti radicali per teorizzare l'espulsione e il ritorno forzato degli immigrati nei Paesi d'origine. Secondo gli attivisti, queste narrazioni apertamente razziste forniscono la base per gli atti di violenza materiale sul territorio.

L'atto d'accusa non risparmia le forze politiche definite progressiste, ritenute inerti e complici. Secondo Potere al Popolo e la Casa del Popolo Rosa Luxemburg, questi schieramenti non avrebbero dimostrato la credibilità e la volontà reale di opporsi alla xenofobia attraverso le proprie azioni legislative e amministrative. Il documento si chiude con la promessa di continuare a contrastare con ogni mezzo qualsiasi rigurgito fascista e segregazionista, portando il dissenso nelle piazze per difendere la comunità islamica e per contestare le istituzioni accusate di chiamarsi fuori di fronte a questi episodi di intolleranza.