Il comitato nazionale dei lavoratori specializzati avverte le giunte appena insediate in tutta Italia. Con la scadenza dei contratti si bloccano i cantieri per le scuole, i pagamenti per l'assistenza ai disabili e l'installazione delle telecamere di sicurezza.
Mentre i nuovi sindaci prendono possesso degli uffici dopo l'ultima tornata elettorale, sui municipi italiani pende la minaccia di una paralisi amministrativa. L'avvertimento arriva dal Comitato nazionale dei funzionari ad alta specializzazione, i tecnici e gli amministrativi assunti a tempo determinato per gestire i fondi dell'Unione Europea e i programmi di coesione territoriale. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, i primi cittadini stanno ereditando una vera e propria bomba a orologeria finanziaria, pronta a esplodere con l'imminente scadenza dei loro contratti.
Senza il rinnovo degli incarichi, i Comuni si troverebbero improvvisamente sprovvisti delle figure in grado di gestire le pratiche europee. Il comitato sottolinea che questi professionisti non possono essere sostituiti con concorsi rapidi o personale improvvisato, a causa della rigidità di ReGiS, la complessa piattaforma informatica dello Stato su cui devono essere caricati tutti i dati per ottenere i rimborsi. Un vuoto operativo in questi uffici si tradurrebbe nel blocco automatico dei fondi da parte di Bruxelles, spingendo gli enti locali verso il dissesto finanziario per la mancata copertura delle spese già avviate.
L'interruzione dei contratti colpirebbe in modo diretto la vita quotidiana dei cittadini. Senza i funzionari incaricati di firmare le autorizzazioni e liquidare gli stati di avanzamento dei lavori, i cantieri per le nuove mense e gli asili nido pubblici rimarrebbero chiusi, costringendo le famiglie a ripiegare sulle costose strutture private. A subire un contraccolpo sarebbe anche il comparto della sicurezza urbana. Verrebbero infatti a mancare le rendicontazioni necessarie per mantenere in funzione i sistemi di videosorveglianza di ultima generazione e per erogare i fondi straordinari destinati ai corpi di vigilanza locale, come la polizia municipale o le compagnie barracellari nei centri più piccoli.
Il blocco burocratico fermerebbe inoltre l'erogazione dei servizi sociali più urgenti, paralizzando i pagamenti alle cooperative del terzo settore che gestiscono l'assistenza domiciliare per i malati gravi e i progetti per le persone in povertà estrema. Sul fronte economico, il comitato prevede la chiusura degli sportelli comunali che aiutano i giovani a trovare lavoro tramite i tirocini finanziati dall'Unione Europea, oltre al congelamento dei fondi per il decoro urbano nei centri storici, per il sostegno alle aziende agricole colpite dalla crisi climatica e per la manutenzione delle strade di penetrazione agraria.
Per disinnescare la crisi, i funzionari chiedono alle nuove amministrazioni di modificare con urgenza il documento che regola la struttura e le assunzioni dell'ente, noto con l'acronimo Piao, e di sbloccare i fondi europei specificamente destinati a pagare il personale e rafforzare gli uffici pubblici, come il programma nazionale CapCoe. “I nuovi Primi Cittadini non possono ignorare questa situazione esplosiva o pensare che sia un problema ereditato dal passato", si legge nella nota del comitato, che sollecita l'apertura di un tavolo di confronto con i sindaci e con i vertici dell'Anci, l'Associazione nazionale dei comuni italiani. La responsabilità politica, giuridica e contabile di eventuali revoche dei finanziamenti, avvertono i lavoratori, ricadrà interamente sulle giunte a partire dal giorno successivo alla loro elezione.