Scontro sul treno a idrogeno ad Alghero: la destra accusa il municipio di insabbiare il cambio di rotta sui cantieri

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I consiglieri di Fratelli d'Italia attaccano il presidente dell'assemblea Pirisi per il blocco del dibattito pubblico a un semestre dalla fine dei lavori della commissione speciale. Nel mirino la marcia indietro del Partito Democratico.

I cantieri per la realizzazione della linea ferroviaria a idrogeno avanzano spediti nelle campagne di Mamuntanas e in prossimità dell'aeroporto, ma il dibattito politico ad Alghero rimane paralizzato da un semestre. La sezione locale di Fratelli d'Italia ha lanciato una dura offensiva contro Mimmo Pirisi, la figura istituzionale incaricata di guidare il Consiglio comunale, accusandolo di bloccare di proposito la convocazione di una seduta pubblica per discutere dell'infrastruttura. Al centro delle polemiche c'è l'esito della Commissione speciale, il gruppo di lavoro formato dai politici cittadini e voluto dallo stesso centrodestra per analizzare l'impatto della nuova ferrovia attraverso le audizioni dei rappresentanti istituzionali, dei tecnici e dei singoli cittadini.

I lavori di indagine dell'organismo ristretto si sono conclusi da sei mesi raccogliendo numerosi elementi tecnici, eppure i risultati non sono mai approdati in aula per una discussione aperta alla cittadinanza. Secondo la ricostruzione di Fratelli d'Italia, l'ostruzionismo non sarebbe legato a ritardi burocratici, ma a un calcolo politico preciso della maggioranza guidata dal sindaco Raimondo Cacciotto. L'accusa mossa dalla destra punta il dito contro un repentino cambio di rotta del fronte progressista, che avrebbe modificato la propria posizione sul progetto subito dopo l'insediamento nel palazzo civico. «Il motivo politico va oltre il sospetto ed è evidente: l’Amministrazione Cacciotto con PD in testa, dopo aver costruito una campagna elettorale contro il treno a idrogeno, oggi preferiscono evitare il confronto per nascondere il proprio voltafaccia», denunciano gli esponenti della minoranza in riferimento al ruolo del Partito Democratico.

L'affondo del gruppo consiliare si chiude con l'ultimatum per sbloccare l'impasse istituzionale e convocare l'assemblea cittadina allargata, reclamando trasparenza su un'opera destinata a modificare profondamente l'assetto del territorio, indipendentemente dalle posizioni a favore o contro. «La politica invece deve prendersi le proprie responsabilità dicendo la verità», incalzano i vertici di Fratelli d'Italia, inchiodando i vertici dell'aula alle proprie funzioni di garanzia democratica e riportando testualmente anche un refuso presente nel documento originale d'accusa: «Non può essere tutto archiviato nel silenzio per sola convenienza politica. Pirisi fissi subito la data del Consiglio in cui discutere davanti ai cittadini del Treno a Idrogneno».