L'ombra del vaiolo greco spaventa i pastori sardi: il Centro Studi Agricoli chiede i controlli nei porti e apre all'intelligenza artificiale nei campi

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L'assemblea di Borutta approva all'unanimità il bilancio davanti ai delegati di oltre cinquemila iscritti. Entrano nel direttivo Giuseppina Usai e Manuela Secci, portando la componente femminile in maggioranza ai vertici dell'associazione.

L'approvazione del documento contabile si trasforma in un vertice sulle emergenze sanitarie ed economiche che stringono in una morsa le campagne isolane. La sala convegni dell'Abbazia di San Pietro di Sorres, a Borutta, ha ospitato l'assemblea regionale annuale del Centro Studi Agricoli, l'associazione di categoria che ha radunato i delegati in rappresentanza dei 5.047 iscritti sparsi in tutte le province della Sardegna. L'incontro, aperto dalla relazione organizzativa del vicepresidente Stefano Ruggiu e dal rapporto finanziario della tesoriera Monica Pisanu, è culminato con il via libera all'unanimità al bilancio relativo all'anno 2025, certificando l'espansione del sindacato che, dopo aver organizzato oltre trentaquattro incontri territoriali, ha avviato l'apertura di nuove sedi operative in Sicilia e in Campania.

Il dibattito guidato dal presidente Tore Piana ha immediatamente spostato l'attenzione sulle minacce che incombono sul comparto zootecnico. L'allarme principale riguarda il virus del vaiolo ovino e caprino, un'infezione che in Grecia ha già costretto le autorità all'abbattimento di circa quattrocentonovantamila capi di bestiame. Per scongiurare l'arrivo del patogeno mortale in Sardegna, l'associazione ha chiesto l'attivazione di rigidi filtri di controllo sanitario all'interno dei porti e degli aeroporti dell'isola. La barriera difensiva invocata dagli allevatori si estende anche al contrasto della dermatite nodulare bovina, un'altra severa malattia infettiva che minaccia le stalle, andando a gravare su un quadro economico già indebolito dalle criticità del settore caprino e dalla stagnazione del prezzo del latte di pecora.

Alle questioni sanitarie si sommano le lentezze della burocrazia statale ed europea. I delegati hanno denunciato i pesanti ritardi nell'erogazione dei fondi previsti dalla Politica Agricola Comune, il grande bacino di sussidi stanziati dall'Unione Europea per finanziare i produttori, e lo stallo cronico delle misure legate allo sviluppo rurale. Il vertice ha inoltre analizzato le ricadute del trattato Mercosur, l'accordo di libero scambio commerciale in fase di negoziazione tra i paesi europei e i mercati del Sud America: secondo i vertici del Centro Studi Agricoli, l'attuale soglia che prevede l'ispezione di appena il tre per cento delle merci importate risulta del tutto insufficiente per garantire la sicurezza e la tenuta del mercato interno.

L'assetto interno dell'associazione ha registrato un netto cambio di passo sul fronte della rappresentanza. Il direttivo regionale ha ufficializzato l'ingresso di due nuove dirigenti, Giuseppina Usai proveniente da Fonni e Manuela Secci da Urzulei. Con questi due nuovi innesti, la stanza dei bottoni del sindacato raggiunge una composizione a maggioranza femminile, potendo contare su tre donne e due uomini, una proporzione inedita che ha spinto i partecipanti a ribattezzare il gruppo dirigente in chiave rosa.

L'ultima fase dei lavori ha incrociato la zootecnia tradizionale con l'innovazione tecnologica. Gli esperti intervenuti all'assemblea hanno tracciato le potenziali applicazioni dell'intelligenza artificiale all'interno delle aziende agricole, illustrando come i software avanzati possano rivoluzionare la programmazione delle semine, la gestione sanitaria degli animali e l'elaborazione dei bilanci aziendali, spingendo al contempo sull'utilizzo dei canali di comunicazione digitale per connettere le imprese direttamente con i consumatori e con gli apparati istituzionali. A chiudere il congresso di Borutta è intervenuto il presidente Tore Piana, rivendicando i risultati dell'ultimo anno solare: "Il Centro Studi Agricoli continua a crescere perché cresce la fiducia degli agricoltori e degli allevatori. I numeri, la partecipazione e il lavoro svolto nei territori dimostrano che esiste spazio per una rappresentanza libera, indipendente e vicina ai problemi reali delle aziende. Continueremo a lavorare con determinazione per difendere il reddito delle imprese agricole e costruire nuove opportunità per le future generazioni".