Cambiano i contratti per gli agenti di commercio: arrivano le provvigioni sulle vendite internet e l'intelligenza artificiale per cercare i clienti

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Il nuovo Accordo Economico Collettivo siglato nel 2025 riconosce ai rappresentanti le percentuali sugli affari chiusi online. A Cagliari i vertici di Confcommercio illustrano le nuove regole per arginare lo strapotere dei portali web.

Dopo un blocco normativo durato oltre vent'anni, cambiano ufficialmente le regole d'ingaggio per migliaia di agenti e rappresentanti di commercio. Le novità sono state illustrate questa mattina a Cagliari, all'interno della sede territoriale di Confcommercio Sud Sardegna, durante un vertice organizzato dalla Fnaarc, la federazione nazionale che tutela gli interessi della categoria. Al centro del dibattito c'è il nuovo Accordo Economico Collettivo, in sigla AEC, ovvero il contratto nazionale di riferimento entrato in vigore nel 2025 che ridefinisce i rapporti di lavoro tra le aziende fornitrici e la rete dei venditori sul territorio, introducendo tutele specifiche per arginare la concorrenza del mercato digitale.

Il nodo principale sbrogliato dalla nuova intesa contrattuale riguarda proprio l'e-commerce, un settore che fino a oggi aveva generato forti squilibri economici. Secondo quanto spiegato da Giuliano Cadoni, presidente della sezione sud-sarda della federazione dei rappresentanti, lo sviluppo delle vendite su internet ha spesso scavalcato il lavoro fisico dei venditori, mettendoli in competizione diretta con i portali delle stesse aziende per cui lavorano. Le nuove disposizioni stabiliscono invece che l'agente debba percepire un riconoscimento economico anche sulle transazioni concluse dal cliente esclusivamente online, a patto che l'affare sia ricollegabile all'attività di promozione e presidio del territorio svolta fisicamente dal rappresentante. “Oggi non possiamo più considerare e-commerce e rete vendita come mondi separati o concorrenti”, ha precisato Cadoni, inquadrando il nuovo contratto come uno strumento necessario per ridare solidità a un mestiere che fatica a trovare giovani reclute a causa di condizioni lavorative fino a ieri inadeguate.

L'aggiornamento della professione passa anche attraverso i nuovi strumenti tecnologici. La parte centrale della mattinata, guidata da Simone Dongu, vicepresidente dell'associazione per i servizi professionali Asseprim ed esperto di tecnologie informatiche, si è concentrata sull'uso dell'intelligenza artificiale applicata alle vendite commerciali. I software avanzati vengono inquadrati dai tecnici non come sostituti della forza lavoro umana, ma come acceleratori per automatizzare la ricerca di nuove aziende mandanti, mappare i potenziali clienti, studiare l'andamento dei mercati e gestire in modo più fluido la mole dei contatti quotidiani. Per facilitare il flusso di informazioni tecniche verso la base lavorativa e velocizzare gli aggiornamenti, la federazione ha contestualmente attivato un nuovo canale di comunicazione sulla piattaforma WhatsApp, denominato "Agenti Fnaarc".

I lavori della giornata cagliaritana sono stati aperti dai vertici delle associazioni di categoria, con gli interventi di Marco Mainas, presidente di Confcommercio Sud Sardegna, e di Alberto Petranzan, guida nazionale della Fnaarc, seguiti dalle relazioni del direttore generale Pietro Coletti e dell'avvocato della federazione Paolo Petriello. La sessione si è esaurita con uno spazio dedicato alle domande della platea moderato dal direttore generale di Confcommercio Sud Sardegna, Giuseppe Scura, a cui ha fatto seguito l'illustrazione delle nuove convenzioni economiche stipulate a favore degli iscritti.