Il Centro Studi Agricoli riunisce i delegati a Borutta per fare il punto sulla crisi del settore e approvare il bilancio. Il presidente Piana chiama a raccolta i produttori per affrontare il nodo dei pagamenti bloccati.
La crisi delle campagne e le nuove frontiere della tecnologia entrano nelle sale dell'Abbazia di Sorres a Borutta. Venerdì 5 giugno, a partire dalle ore 10:30, il monastero ospiterà l'assemblea generale annuale del Centro Studi Agricoli. L'incontro chiamerà a raccolta allevatori, imprenditori agricoli, tecnici del settore e rappresentanti delle istituzioni per tracciare un bilancio sullo stato di salute del comparto primario isolano e votare l'approvazione del documento contabile consuntivo relativo all'anno 2025. Al termine dei lavori formali, i partecipanti si siederanno a tavola per il pranzo sociale allestito dagli stessi monaci benedettini della struttura religiosa.
Il dibattito si concentrerà sui nodi economici che stanno stringendo la morsa attorno alle aziende del territorio. Sul tavolo dei delegati ci sarà l'analisi della PAC 2026, la Politica Agricola Comune, ovvero il vasto sistema di sussidi e regole stabilito dall'Unione Europea per finanziare le coltivazioni degli stati membri. Un focus specifico sarà dedicato all'intelligenza artificiale e alle potenziali applicazioni pratiche che i nuovi software avanzati possono offrire per supportare le imprese agricole. L'assemblea affronterà inoltre le criticità più urgenti lamentate dalla base produttiva: il blocco e i ritardi nell'erogazione dei pagamenti pubblici, l'impennata dei costi necessari per mandare avanti le stalle e i campi, e le prospettive legate ai bandi del CSR Sardegna, il Complemento per lo Sviluppo Rurale, il documento regionale che definisce materialmente come verranno spesi i fondi europei stanziati per lo sviluppo agricolo.
A tracciare la linea dell'incontro è il presidente dell'associazione, Tore Piana. “L’assemblea annuale del Centro Studi Agricoli non sarà soltanto un appuntamento associativo ma un vero momento di confronto sul futuro dell’agricoltura sarda", dichiara il vertice dell'organizzazione. "Ci troviamo in una fase delicata, caratterizzata da forti difficoltà economiche per le aziende, dall’incertezza sui pagamenti e da una crescente pressione sui costi di produzione. Vogliamo discutere apertamente della situazione della PAC 2026, dei nuovi strumenti tecnologici come l’intelligenza artificiale e delle strategie necessarie per rendere più competitive le nostre imprese agricole e zootecniche". L'obiettivo dichiarato è mantenere una posizione di pressione sindacale estranea alle dinamiche di palazzo: "Il Centro Studi Agricoli continuerà a svolgere il proprio ruolo in piena autonomia, portando avanti le istanze degli agricoltori e degli allevatori sardi senza condizionamenti e con spirito costruttivo. Invito tutti a partecipare perché solo attraverso il confronto e la partecipazione possiamo costruire proposte credibili e difendere il futuro del nostro comparto”.
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