Il lato nascosto dell'estate sarda sbarca sugli schermi di Torino: il CinemAmbiente proietta l'indagine di Gaetano Crivaro

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Il film "Cosa rimane quando il mare si muove" documenta il destino delle coste isolane e dei lavoratori stagionali dopo il ritiro dei bagnanti. Appuntamento gratuito al Cinema Massimo il prossimo 7 giugno in presenza del regista.

Il controcampo dell'estate isolana, lontano dalle classiche immagini da cartolina, diventa materia di indagine cinematografica. Il nuovo documentario scritto e diretto da Gaetano Crivaro, intitolato "Cosa rimane quando il mare si muove", è stato selezionato per partecipare alla ventinovesima edizione del Festival CinemAmbiente di Torino. La manifestazione, organizzata dal Museo Nazionale del Cinema e considerata la principale vetrina italiana dedicata alle tematiche ecologiche e ambientali, ospiterà l'opera all'interno della sezione competitiva "Made in Italy". La pellicola, della durata di sessantasette minuti, sarà proiettata alle ore 18.15 del 7 giugno negli spazi del Cinema Massimo, con ingresso gratuito per il pubblico e alla presenza dello stesso regista.

L'opera, già insignita del premio per la miglior innovazione cinematografica alla quarantaquattresima edizione del Bellaria Film Festival, accende i riflettori sul momento esatto in cui la stagione turistica volge al termine. La narrazione prende il via quando i venti di maestrale e le prime piogge di settembre iniziano a spazzare le spiagge della Sardegna, imponendo lo smantellamento di chioschi, ombrelloni, lettini e attrezzature sportive che per mesi hanno monopolizzato il litorale. Il documentario esplora questo tempo sospeso in cui il mare torna a riappropriarsi dei propri spazi, affiancando lo sguardo di studiosi e volontari impegnati a raccogliere le tracce lasciate sulle coste da un turismo sempre più massivo.

Il viaggio cinematografico traccia una mappa del perimetro costiero sardo, muovendosi tra Costa Rei e Piscinas, toccando i territori di Cagliari, Alghero, Capo Testa e Orosei. Attraverso queste tappe, Crivaro restituisce il volto meno visibile dell'isola e dà voce alle aspettative e alle incertezze di una generazione di lavoratori stagionali, il cui destino è storicamente legato a un modello economico dipendente dai flussi turistici. Il progetto è stato prodotto dall'Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna, l'ente pubblico preposto allo studio delle tradizioni popolari, attraverso il settore dell'Antropologia Visuale, in collaborazione con Ruga Film, VIRAGES Films e l'associazione di promozione sociale L'Ambulante.

Il regista dell'opera, nato a Crotone nel 1983 e formatosi tra l'Italia e la Spagna, risiede in Sardegna dal 2013, anno in cui ha fondato il collettivo di ricerca audiovisiva L'Ambulante. Nel 2019 ha inaugurato a Cagliari la casa di produzione Ruga Film. Il suo percorso registico conta il cortometraggio sperimentale "El Vagon" del 2015, vincitore del Premio Visioni Sarde, l'opera collettiva "Rondò Final" del 2021, il cortometraggio "Piaga" del 2022 e il film a episodi del 2025 "Nella Colonia Penale", insignito del Marco Zucchi Award alla Semaine de la Critique e del Premio Corso Salani al Trieste Film Festival.