Dal ventinove al trentuno maggio l'Ordine delle professioni infermieristiche allestisce un polo sanitario in piazza d'Italia. Prove di rianimazione, controlli senologici e ambulatori pediatrici aperti ai cittadini in collaborazione con le aziende sanitarie del territorio.
Da venerdì ventinove a domenica trentuno maggio, la centrale piazza d'Italia a Sassari si trasformerà in un presidio sanitario a cielo aperto. In concomitanza con la manifestazione sportiva e solidale "Corsa in Rosa", l'Ordine delle professioni infermieristiche di Sassari, l'ente che rappresenta e tutela i lavoratori del comparto, pianterà le proprie tende per allestire un polo interamente dedicato alla salute pubblica. L'operazione, concepita come un vero e proprio villaggio medico, è sostenuta dall'intervento diretto delle principali ramificazioni della sanità locale: l'Azienda Ospedaliero Universitaria, l'Azienda Socio-Sanitaria Locale e l'Azienda Regionale per l'Emergenza Urgenza, nota con la sigla Areus.
L'area espositiva è stata frazionata in scomparti tematici per convogliare le urgenze sanitarie della popolazione. Un intero blocco, gestito in prima linea con il personale dell'Areus, sarà riservato all'addestramento sulle procedure di pronto intervento, con simulazioni pratiche di rianimazione cardiopolmonare e manovre meccaniche per liberare le vie respiratorie ostruite. Il direttore generale della rete di soccorso regionale, Angelo Maria Serusi, ha dettato la linea dell'iniziativa: “La partecipazione di Areus ha l’intento di far conoscere il Sistema di soccorso e il funzionamento del Numero Unico Europeo 112 ma soprattutto di trasferire i principi base del primo soccorso e rendere i cittadini più consapevoli e pronti a intervenire in caso di necessità, innanzitutto attraverso una pronta attivazione del numero di emergenza, 112”.
Un secondo padiglione sarà invece presidiato dai medici della Breast Unit, il reparto specializzato nella diagnosi e nel trattamento del carcinoma mammario in forza all'Azienda Ospedaliero Universitaria. L'obiettivo fissato dalla direzione è intercettare le donne per instradarle verso gli screening e la diagnosi precoce del tumore. «Portare la prevenzione in piazza significa avvicinare sempre di più la sanità alle persone. La presenza della Breast Unit dell’AOU di Sassari alla Corsa in Rosa rappresenta un’importante occasione per sensibilizzare le donne sull’importanza degli screening, della diagnosi precoce e della prevenzione oncologica. Ringrazio gli infermieri e tutti i professionisti coinvolti per l’impegno e la vicinanza alla comunità», ha dichiarato il direttore generale dell'ospedale cittadino, Serafinangelo Ponti. A chiudere la rassegna medica specialistica ci sarà lo spazio dedicato all'educazione sanitaria dei più piccoli, affidato alla divisione di Pediatria dell'Ospedale Civile di Alghero, struttura inquadrata nell'orbita della Asl di Sassari. Il direttore generale dell'azienda sanitaria territoriale, Antonio Lorenzo Spano, ha inquadrato la presenza dei propri presidi sottolineando come “Il nostro impegno per costruire percorsi di presa in carico efficaci e continuativi intende abbracciare tutte le fasi della vita della popolazione e in questo contesto diventa fondamentale la valorizzazione delle competenze professionali e l’innovazione organizzativa”.
Il nucleo centrale dell'installazione prenderà il nome di "Chiedi all'infermiere", uno sportello di colloquio privo di filtri burocratici dove chiunque potrà esporre dubbi o chiedere indicazioni cliniche ai professionisti di turno. Il presidente dell'Ordine degli infermieri sassaresi, Gianluca Chelo, ha inquadrato la mobilitazione come un preciso dovere civico. “Partecipare alla Corsa in Rosa significa portare la cultura della salute e della cura anche nei luoghi della comunità, condividendo con le persone momenti di incontro, ascolto e vicinanza”, ha spiegato il rappresentante di categoria, per poi ribadire come “Eventi come questo rappresentano un’importante occasione per rafforzare il rapporto di fiducia con la comunità e promuovere una cultura della salute sempre più partecipata”. Le direttive professionali impongono infatti un vincolo stretto con il tessuto sociale urbano. “Il nostro Codice Deontologico ribadisce con forza il valore sociale della professione infermieristica”, ha ricordato Chelo, chiarendo il mandato che spinge la categoria a uscire dai confini dei reparti: «Portare questo “esercito del bene” nelle strade e nelle piazze durante la Corsa in Rosa significa mostrare il volto più autentico dell’infermieristica moderna: una professione vicina alle persone, capace di creare ascolto, fiducia e condivisione, promuovendo concretamente prevenzione ed educazione sanitaria».