Ignoti hanno preso di mira uno studioso dell'Università di Sassari impegnato nei monitoraggi per l'Ente Parco. L'assessora regionale all'Ambiente Rosanna Laconi condanna l'intimidazione e invoca l'intervento rapido delle forze dell'ordine.
L'ultimo attacco al patrimonio naturalistico dell'arcipelago di La Maddalena non ha colpito la flora, ma chi lavora per tutelarla. Nel perimetro del Parco nazionale, ignoti hanno vandalizzato l'automobile di un ricercatore in forza all'Università di Sassari, impegnato sul campo per condurre le attività di monitoraggio scientifico commissionate dall'Ente Parco. L'incursione non si è limitata al danneggiamento della vettura dello studioso. I vandali hanno infatti preso di mira e messo fuori uso anche una fototrappola, ovvero una delle speciali telecamere mimetiche che gli scienziati piazzano tra la vegetazione per censire la fauna selvatica e sorvegliare i movimenti degli animali senza interferire con il loro ecosistema.
La notizia del sabotaggio ha innescato l'immediata reazione dei vertici cagliaritani. A prendere posizione è stata Rosanna Laconi, assessora regionale con delega alla Difesa dell'Ambiente, che ha inquadrato l'episodio non come un semplice danno materiale, ma come un deliberato tentativo di ostacolare la salvaguardia del territorio. «La Regione Sardegna esprime piena solidarietà al ricercatore dell’Università di Sassari vittima dell’ennesimo atto vandalico avvenuto nel territorio del Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena», ha dichiarato l'esponente della Giunta. «A nome mio e dell’intera Giunta regionale, rivolgo la nostra vicinanza personale e istituzionale a chi ogni giorno lavora con competenza e dedizione per la tutela dell’ambiente e della biodiversità della Sardegna».
Il gesto si inserisce in una dinamica di tensione che l'amministrazione regionale chiede ora di stroncare, delegando l'accertamento dei fatti agli inquirenti. «Colpire strumenti di ricerca e intimidire operatori e studiosi significa colpire il patrimonio ambientale collettivo e il lavoro di conoscenza indispensabile per proteggere ecosistemi delicati e strategici come quelli dell’Arcipelago di La Maddalena. Sono episodi gravi che vanno condannati con fermezza», ha sottolineato ancora Laconi. L'istanza finale è un appello diretto a chi deve condurre le indagini per dare un nome agli autori del raid. «Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine affinché i responsabili vengano individuati rapidamente. La Regione continuerà a sostenere il lavoro dell’Ente Parco, delle università e di tutti i soggetti impegnati nella salvaguardia ambientale, nella ricerca scientifica e nella difesa del territorio».
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