Si chiude con numeri netti la quattro giorni organizzata dal Distretto Rurale. La città catalana produce l'ottanta per cento delle bottiglie a denominazione d'origine protetta dell'intera Isola. Il premio "Cappello Verde" allo chef Domenico Caria.
Cala il sipario sulla prima edizione di EVOA, la manifestazione allestita per fare il punto sulla filiera dell'olio di oliva nel nord della Sardegna. La macchina organizzativa, guidata dal Distretto Rurale Alghero Olmedo, ha chiuso i battenti dopo quattro giornate consecutive di attività concentrate nel perimetro della città catalana. Il calendario ha alternato l'apertura al pubblico dei frantoi a momenti di approfondimento tecnico, misurando l'interesse per un comparto che cerca di affiancare la produzione agricola alle nuove dinamiche del turismo legato all'esplorazione e all'assaggio sul territorio.
Il bilancio tracciato dai promotori si appoggia sulle cifre registrate agli ingressi. La mostra intitolata "Radici d'Olio", un percorso visivo costruito attraverso fotografie d'epoca e memorie dirette degli agricoltori per ripercorrere le origini del settore, ha superato le cinquecento presenze. Le aule destinate al dibattito sul passato e sulle prospettive delle coltivazioni hanno ospitato una cinquantina di addetti ai lavori, mentre le sessioni tecniche di studio, le cosiddette masterclass dedicate alla degustazione guidata del prodotto extravergine, hanno registrato la partecipazione di una trentina di iscritti.
A mobilitarsi per l'appuntamento è stata l'intera ossatura industriale e artigianale del territorio. Hanno risposto alla convocazione i principali produttori locali, schierando in prima linea marchi come Accademia Olearia, San Giuliano, Corax, Olivars, Antica Compagnia Olearia Sarda, Sartore, Nure e Stella Maris. La loro mobilitazione riflette il peso specifico del circondario algherese nell'economia agricola sarda. Le campagne circostanti ospitano infatti oltre duemila ettari coltivati a uliveto, un bacino che garantisce da solo più del sessanta per cento dell'intera produzione isolana di olio extravergine. La quota di mercato sfonda il muro dell'ottanta per cento se si restringe il calcolo alle sole bottiglie certificate con il marchio DOP, la denominazione di origine protetta impiegata per garantire in sede europea la tracciabilità e l'assoluta provenienza geografica della spremitura.
La giornata di chiusura ha fatto da cornice alla consegna del premio "Cappello Verde", un riconoscimento istituito per segnalare i professionisti dei fornelli che si distinguono nell'impiego e nella valorizzazione delle materie prime locali. L'onorificenza è stata assegnata a Domenico Caria, alla guida delle cucine del ristorante Il Pavone, inquadrato dagli organizzatori come interprete fedele della tradizione gastronomica cittadina. Le attività si esauriscono mettendo agli atti l'impegno congiunto delle istituzioni e delle associazioni di categoria per consolidare i livelli qualitativi, agevolare il ricambio generazionale tra i filari e promuovere l'identità dell'olio sardo al di fuori dei confini regionali.