La Regione affida ai privati le autorizzazioni per l'energia: un milione e mezzo di euro per smaltire le pratiche sulle rinnovabili

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Fratelli d'Italia presenta un'interrogazione urgente contro l'esternalizzazione voluta dalla Giunta. Sotto accusa l'iter lampo del bando e la cessione della sovranità sul territorio a consulenti esterni per sopperire alla carenza di personale negli uffici.

La gestione del futuro energetico della Sardegna finisce in mano ai consulenti privati. Di fronte alla carenza cronica di personale negli uffici pubblici, l'amministrazione regionale ha deciso di appaltare all'esterno la valutazione tecnica dei progetti legati alle fonti rinnovabili. Un'operazione da un milione e seicentomila euro che ha innescato l'immediata reazione dell'opposizione in Consiglio regionale, preoccupata per la cessione di sovranità su una materia che deciderà l'assetto del territorio per i prossimi decenni.

Il casus belli ruota attorno alle autorizzazioni previste dal Piano Energetico Ambientale Regionale, il documento programmatico noto con l'acronimo Pears che detta le direttrici per lo sviluppo dell'energia sull'Isola. L'istruttoria, ovvero la fase preliminare in cui i tecnici esaminano nel dettaglio la conformità e la fattibilità di un impianto prima del via libera definitivo, richiede un lavoro di analisi che gli uffici cagliaritani faticano a smaltire. La commissione interna della Regione conta infatti soltanto tre funzionari in organico. Per sbloccare l'impasse, l'esecutivo ha scelto la via dell'esternalizzazione, stanziando risorse pubbliche per affidare l'incarico a professionisti estranei all'amministrazione.

A sollevare i dubbi, oltre al merito della questione, è stata la tempistica impressa alla macchina burocratica. I termini per partecipare alla gara d'appalto per l'affidamento dei servizi sono scaduti lo scorso 27 aprile. A distanza di appena sette giorni, il 4 maggio, è stata formalizzata la nomina ufficiale della commissione incaricata di vagliare i curricula e le offerte dei soggetti privati in lizza. Una marcia a tappe forzate che ha spinto il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia a depositare un'interrogazione urgente, un atto ispettivo con cui i consiglieri chiedono formalmente spiegazioni scritte alla presidente della Regione.

Il primo firmatario del documento è Alessandro Sorgia, affiancato dai colleghi di partito Truzzu, Cera, Floris, Masala, Meloni, Rubiu e Usai. «Esternalizzare compiti di natura strategica per il futuro del territorio sardo, delegando decisioni nevralgiche a consulenti esterni con uno stanziamento pubblico di ben 1,6 milioni di euro è pura follia», attacca Sorgia, puntando l'indice contro il rischio di un deficit di controllo democratico. «La Regione ha deciso di delegare ai privati la valutazione delle pratiche energetiche giustificandosi con la carenza di personale. Siamo di fronte a una deriva preoccupante: sottrarre alla pubblica amministrazione il controllo su settori così delicati come l’energia e la tutela del paesaggio significa rinunciare al governo del territorio».

Il testo depositato agli atti del Consiglio interroga i vertici della giunta per conoscere nel dettaglio i criteri tecnici di selezione inseriti nel bando milionario e per chiarire quali strumenti di garanzia l'ente intenda mantenere sulle pratiche delegate all'esterno. «1,6 milioni di euro sono una somma ingente. Vogliamo chiarezza sui dettagli tecnici del bando e sulle reali ragioni che hanno spinto la Regione a questa corsa contro il tempo», ha concluso il consigliere dell'opposizione, chiedendo alla Presidenza risposte immediate sui meccanismi di affidamento. «I cittadini sardi hanno il diritto di sapere chi deciderà davvero sul loro territorio e se il potere pubblico stia abdicando al suo ruolo di garante per affidarsi a logiche di mera esternalizzazione».