I vertici europei delle aree protette sbarcano all'Asinara per blindare l'ambiente dall'assalto turistico

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Si apre oggi pomeriggio a Porto Torres il summit internazionale sulla Carta europea del turismo sostenibile. Per cinque giorni amministratori, tecnici e delegati ministeriali tracceranno le nuove regole per far convivere i flussi di visitatori con la tutela delle riserve naturali.

Il difficile equilibrio tra le logiche del profitto turistico e la salvaguardia dell'ambiente passa per la costa settentrionale sarda. Si apre nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 25 maggio, il vertice internazionale dedicato alla Carta europea del turismo sostenibile nelle aree protette, il documento programmatico che detta le linee guida per la gestione dei flussi vacanzieri all'interno dei parchi. A fare gli onori di casa, nei locali della sede del Parco Nazionale dell'Asinara a Porto Torres, saranno il presidente dell'ente Gianluca Mureddu e il direttore Vittorio Gazale. L'appuntamento continentale, promosso dalla federazione Europarc e organizzato sul versante italiano da Federparchi, radunerà fino a venerdì delegati europei, amministratori locali e tecnici del settore.

L'inaugurazione odierna, fissata per le 17.45, vedrà schierati i rappresentanti della filiera istituzionale. Per conto della Giunta regionale sarda prenderanno la parola Rosanna Laconi, titolare della delega alla Difesa dell'ambiente, e Desiré Manca, incaricata di gestire le politiche del lavoro e della sicurezza sociale, a testimonianza del duplice impatto che le direttive ecologiche riversano sull'occupazione e sull'economia dei territori. Il tavolo dei relatori ospiterà inoltre il prefetto di Sassari, Grazia La Fauci, massima autorità di governo sul territorio, affiancata dai dirigenti del Ministero dell'Ambiente, Maria Lombardi e Federico Canoppia. La platea accoglierà anche i sindaci dei municipi costieri di Porto Torres, Stintino, Castelsardo e Sorso, insieme ai referenti del Parco Geominerario sardo e della vicina riserva naturale di Porto Conte.

Dopo il taglio del nastro, i lavori entreranno nel vivo a partire dalla mattinata di martedì all'interno delle strutture ricettive di Stintino. Le sessioni di dibattito affronteranno i cardini dell'ecoturismo e le strategie gestionali messe in campo da nazioni come l'Irlanda e la Spagna. Docenti universitari, esperti di marketing territoriale e analisti si confronteranno sui metodi per evitare che le masse compromettano in modo irreversibile gli ecosistemi. La teoria accademica lascerà poi il posto alle ricognizioni sul campo previste per la giornata di mercoledì, quando le delegazioni internazionali ispezioneranno di persona i modelli organizzativi applicati sui sentieri di Porto Conte e dell'Asinara.

Il ciclo di conferenze si esaurirà giovedì 28 maggio con l'analisi dei sistemi tecnologici impiegati per il monitoraggio dei comportamenti dei visitatori e con la stesura del documento finale sulle priorità d'azione del circuito europeo. La coda logistica della manifestazione si allungherà infine alla mattinata di venerdì 29, interamente dedicata al Festival della Biodiversità. In quest'ultima sede, naturalisti e biologi chiuderanno il vertice passando in rassegna lo stato di salute dei fondali marini, il ruolo delle tartarughe nella conservazione costiera e le tecniche di censimento dei cetacei all'interno del perimetro protetto del golfo.