I camion dell'immondizia svuotano le tasche dei sassaresi: il viaggio dei rifiuti fino a Macomer costa mezzo milione di euro

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La direzione cittadina del Partito Sardo d'Azione denuncia l'aumento della tassa sui rifiuti legato alle direttive della Regione e all'impennata del gasolio. Per tagliare le bollette si propone l'ampliamento della discarica di Scala Erre e un nuovo termovalorizzatore nell'area industriale

Il trasferimento dell'immondizia indifferenziata da Sassari all'impianto di smaltimento di Tossilo, la struttura situata nel comune nuorese di Macomer, sottrae ogni anno alle casse comunali oltre cinquecentomila euro. La spesa, imposta dalle direttive della Regione Sardegna, ricade direttamente sui bilanci delle famiglie sassaresi attraverso l'aumento della Tari, il tributo locale che finanzia il servizio di raccolta e trattamento degli scarti. A sollevare il caso è la direzione della sezione sassarese "Futuro e Indipendenza" del Partito Sardo d'Azione, riunitasi sotto la guida dell'esponente politico Lello Masia per denunciare l'impatto economico della gestione regionale sul portafoglio dei cittadini.

Il nodo contabile si aggrava alla luce dei recenti rincari sui carburanti. Il prezzo del gasolio, che in questi giorni ha raggiunto la soglia dei due euro al litro, fa lievitare i costi di trasporto dei camion compattatori diretti nel centro dell'Isola, una voce di spesa che si riversa integralmente sulle bollette. Secondo i calcoli forniti dalla dirigenza del movimento autonomista, un nucleo familiare medio composto da quattro persone e residente in un'abitazione di circa ottanta metri quadrati si trova a pagare un conto annuale vicino ai quattrocento euro. L'aumento stimato si aggira tra i venti e i trenta euro l'anno per singola famiglia, una cifra che, moltiplicata per le decine di migliaia di utenze cittadine, si traduce in centinaia di migliaia di euro sottratti all'economia locale.

Il fronte sardista respinge in blocco le disposizioni calate dall'alto e contesta l'assenza di programmazione da parte dell'ente regionale, ritenendo inaccettabile che la pressione fiscale aumenti mentre si continua a dipendere da siti di smaltimento distanti e onerosi. La posizione politica è stata cristallizzata nel documento ufficiale diramato in data ventuno maggio: "I cittadini di Sassari non possono e non devono pagare per scelte che Sassari non ha fatto, non è accettabile che l’assenza di programmazione regionale venga scaricata sulle famiglie , non è accettabile continuare a dipendere da impianti lontani con costi di trasporto e conferimento elevatissimi, non è accettabile parlare di transizione e sostenibilità mentre si aumenta la pressione fiscale locale".

Per disinnescare l'emergenza tariffaria, il Partito Sardo d'Azione ha formulato una doppia richiesta all'indirizzo delle istituzioni. Sul fronte immediato, si esige che l'amministrazione regionale copra finanziariamente i maggiori costi di trasporto verso Macomer per un periodo compreso tra i tre e i quattro anni. Nel medesimo arco temporale, il partito chiede di ampliare la discarica sassarese di Scala Erre, così da garantire alla città l'autonomia necessaria per arrestare l'esborso di risorse verso l'esterno. La prospettiva a lungo termine prevede invece l'avvio, senza ulteriori proroghe, della progettazione e della costruzione di un moderno termovalorizzatore, un impianto capace di bruciare l'immondizia per produrre energia, da collocare all'interno degli spazi del Consorzio Asi, l'area di sviluppo industriale del capoluogo turritano. Una struttura che, secondo i promotori, permetterebbe di abbattere drasticamente i costi di conferimento, creare nuova occupazione e restituire al municipio la totale indipendenza decisionale sulla gestione dei propri scarti.