Domani e sabato i maggiori storici d’Italia si ritrovano all’Auditorium Satta per rileggere il diario politico e le battaglie di un uomo che ebbe gli onori tributati a Cavour
Nuoro si prepara a diventare, per quarantotto ore, la capitale degli studi sul Risorgimento. Domani, venerdì 15 maggio, e sabato 16, i locali dell’auditorium della biblioteca Satta ospiteranno un convegno nazionale dedicato alla figura di Giorgio Asproni, l’intellettuale di Bitti che seppe tradurre le aspirazioni della Sardegna in una lingua comprensibile ai palazzi di Torino e Roma. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione che porta il suo nome, non intende soltanto celebrare il passato, ma vuole verificare quanto sia ancora attuale il pensiero di un uomo che fece della coerenza la propria unica bussola.
Sulla sua tomba brilla ancora l'epitaffio "Non Flectar", non mi piegherò, un motto che riassume una vita intera spesa a difendere i propri principi. Asproni non fu un comprimario della storia patria: basti pensare che alla sua morte il Parlamento proclamò il lutto ufficiale e ordinò i funerali di Stato. Si trattò di un onore rarissimo, concesso prima di allora soltanto a figure del calibro di Camillo Benso conte di Cavour e Urbano Rattazzi, uomini che però, a differenza del politico sardo, erano stati alla guida del Governo. Il suo addio divenne così un evento politico senza precedenti, il riconoscimento solenne a una dirittura morale che non ammetteva compromessi.
Gli studiosi che interverranno a Nuoro, provenienti dalle più prestigiose università italiane insieme a sociologi e ricercatori, si confronteranno con le testimonianze lasciate dallo stesso Asproni. Il suo diario politico e il vasto epistolario, ovvero la raccolta delle lettere inviate e ricevute, rappresentano oggi delle fonti primarie irrinunciabili per chiunque voglia comprendere le trame del diciannovesimo secolo. In quelle carte si legge la cronaca lucida di un’epoca e la battaglia di un uomo che, pur lottando per l'Unità d’Italia, fu tra i primi a teorizzare la necessità di un'autonomia regionale per l'isola, convinto che senza il diritto di autogovernarsi il processo unitario avrebbe perso ogni significato per i sardi.
La cronaca di quei giorni parlamentari ci restituisce un Asproni combattivo, capace di scontrarsi con i colleghi per ottenere servizi essenziali come il telegrafo per Nuoro o per perorare la causa delle ferrovie, delle miniere e delle infrastrutture agricole. Le due giornate di studio serviranno anche a consegnare questa eredità ai più giovani. È previsto infatti un momento dedicato agli studenti del liceo Asproni di Nuoro, che verranno premiati per aver partecipato al concorso bandito dalla Fondazione. Un ideale passaggio di testimone tra i pionieri della ricerca storica e le nuove generazioni, affinché lo studio di questo protagonista del nostro Ottocento continui a gettare luce sul presente.