Il computer impara a prevedere l'inferno di fiamme: a Cagliari il test digitale sfida il rogo che distrusse Posada

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Si chiude la prova del progetto europeo TEMA che utilizza satelliti e intelligenza artificiale per coordinare i soccorsi nelle emergenze più estreme

Ieri, tra le mura della Protezione civile regionale a Cagliari, si è consumata una battaglia silenziosa contro il fuoco, combattuta non con le autopompe ma con i bit di un’architettura informatica d’avanguardia. Si è conclusa la seconda sperimentazione del progetto TEMA, un sistema di monitoraggio e previsione di estrema precisione finanziato dall’Unione Europea attraverso Horizon Europe, il programma quadro che sostiene la ricerca e l’innovazione nel continente. Per due giorni, i tecnici hanno dato vita a un fantasma elettronico: l’incendio che nel 2023 devastò il territorio di Posada. Quel rogo, ricostruito fotogramma per fotogramma, è servito a mettere alla prova una piattaforma capace di elaborare una quantità immensa di dati per suggerire a chi comanda le operazioni la mossa giusta nel momento più critico.

Il cuore della tecnologia risiede nella capacità di fondere in un unico sguardo le immagini che arrivano dai satelliti, le riprese dei droni, le rilevazioni dei sensori sparsi sul terreno e persino le segnalazioni che viaggiano sui social media. Tutto questo confluisce in quello che gli esperti definiscono "digital twin", ovvero un gemello digitale del territorio che riproduce in tre dimensioni e in tempo reale l’avanzare delle fiamme. Il sistema non si limita a guardare il presente, ma calcola la probabile traiettoria del fuoco e segnala la possibile presenza di uomini o veicoli rimasti intrappolati nelle zone di pericolo. È una bussola digitale per chi, sul campo, deve decidere dove inviare i rinforzi e quali aree evacuare per salvare vite umane.

L’esercitazione cagliaritana segna un passo avanti rispetto a quanto già visto nel 2025 tra i boschi del Montiferru. In quell'occasione vennero raccolte le prime indicazioni fornite dal personale impegnato in prima linea, poi tradotte in miglioramenti tecnici durante i momenti di analisi collettiva seguiti alle simulazioni. Questa volta, il dialogo ha coinvolto direttamente i professionisti del soccorso: gli uomini del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, i forestali della Regione e gli operai dell’Agenzia Forestas hanno messo a disposizione la propria esperienza pratica per verificare se la teoria degli scienziati regga l’impatto con la realtà del terreno.

Questa sperimentazione non è un caso isolato, ma l'ultimo tassello di un mosaico che vede la Sardegna protagonista di un piano europeo che abbraccia venti partner di diverse nazioni, dalle università greche di Salonicco ai centri aerospaziali tedeschi. Il sistema TEMA viene messo alla prova in scenari opposti: dagli incendi della macchia mediterranea ai roghi delle foreste del Nord Europa, fino alle alluvioni improvvise che minacciano i fiumi dell’Europa centrale. Questa capacità di adattamento mira a consegnare alle autorità di protezione civile uno strumento comune capace di reagire con la stessa efficacia in contesti geografici e climatici profondamente diversi tra loro.