L’esercitazione Grifone trasforma i monti di Tortolì in una palestra del soccorso: l’Italia e l’Europa si addestrano a strappare vite al pericolo

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Dal 25 al 29 maggio le forze aeree e i corpi dello Stato simulano ricerche e salvataggi in scenari di emergenza ad alta tensione

Tortolì si prepara a diventare, dal 25 al 29 maggio, il centro di gravità per le operazioni di salvataggio più complesse che si possano immaginare tra i picchi e le vallate. L'Aeronautica Militare ha scelto il territorio sardo per l'edizione 2026 della Grifone, un’attività addestrativa che mette alla prova la capacità di coordinare uomini e mezzi quando ogni minuto conta. Non si tratta di una semplice esibizione di abilità, ma di un impegno corale che vede cooperare fianco a fianco i reparti del nostro Esercito e dell'Arma dei Carabinieri insieme ai corpi civili dello Stato, dai Vigili del Fuoco alla Guardia di Finanza, fino alla Polizia e alla Guardia Costiera.

L'orizzonte delle manovre si allarga oltre i confini nazionali grazie alla partecipazione dei reparti di volo di Francia e Spagna, chiamati a integrare le proprie procedure con quelle italiane. L'obiettivo della manifestazione, che rappresenta l'appuntamento più rilevante per il settore della ricerca e del soccorso, ovvero l'attività tecnica di individuazione e recupero di chi è in pericolo, è quello di simulare interventi in ambienti impervi. Si va dal soccorso agli equipaggi coinvolti in incidenti aerei fino alla ricerca di persone disperse in territori montani o colpite da gravi emergenze. In questi scenari costruiti con estremo realismo, la riuscita dell'intervento dipende interamente dalla capacità delle diverse forze di parlare la stessa lingua operativa e di fondersi in un'unica macchina da salvataggio.