L'operazione europea anti-mafia fa tappa a Oristano: ispezionate duecento aziende e schierati i reparti speciali

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Quattro arresti, denunce e patenti ritirate nel bilancio provinciale dei pattugliamenti inseriti nel circuito Empact. Nel mirino dei Carabinieri le infiltrazioni criminali nell'economia legale e le violazioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Tra il quattro e l'otto di maggio la provincia di Oristano è diventata uno dei teatri operativi delle giornate di azione Empact, l'acronimo che identifica la piattaforma multidisciplinare europea creata per arginare le minacce criminali che superano i confini nazionali. L'offensiva continentale, che ha coinvolto le forze di polizia di diciannove nazioni diverse, è stata guidata dall'Italia. La cabina di regia ha visto collaborare il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri e il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno, agendo attraverso la Direzione Centrale della Polizia Criminale, l'ufficio statale preposto alla cooperazione internazionale tra le forze dell'ordine.

L'obiettivo della retata paneuropea era quello di prevenire i reati e recidere sul nascere ogni tentativo di infiltrazione della criminalità all'interno del tessuto economico legale. Per tradurre in pratica le direttive comunitarie sul suolo oristanese, il Comando Provinciale dei Carabinieri ha schierato i militari delle stazioni locali affiancati dai reparti di specialità. Hanno partecipato alle ispezioni sia i militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Cagliari, addetti ai controlli su igiene e alimenti, sia i colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Oristano, focalizzati sulla regolarità dei contratti e sulla tutela della manodopera.

La morsa dei controlli si è stretta attorno alle reti stradali, ai negozi e alle imprese considerate più esposte al rischio di condizionamenti illeciti. Il bilancio finale delle operazioni conta oltre duecento verifiche incrociate che hanno portato a quattro arresti in flagranza, eseguiti cioè nel momento stesso in cui il reato veniva commesso. Sei persone sono state deferite a piede libero alla Procura della Repubblica di Oristano, l'ufficio giudiziario competente per le indagini preliminari: tre di queste dovranno rispondere di guida sotto l'effetto di alcol o sostanze stupefacenti, mentre altre due sono accusate di aver violato le norme che tutelano la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

I posti di blocco sulle strade hanno fruttato quindici sanzioni amministrative per infrazioni al Codice della Strada, costate il ritiro di sei patenti e tre carte di circolazione, oltre al fermo o sequestro di tre automobili. Durante le perquisizioni i militari hanno requisito un coltello a serramanico e del munizionamento detenuto in modo illegale. Sul fronte degli stupefacenti, due persone sono state segnalate al Prefetto, il rappresentante territoriale del Governo, in qualità di assuntori, subendo il sequestro delle dosi di marijuana e hashish trovate in loro possesso.

Le verifiche all'interno delle aziende hanno prodotto ulteriori provvedimenti sul piano normativo ed economico, portando ad approfondire alcune posizioni ritenute di interesse investigativo. Un imprenditore ha ricevuto una sanzione amministrativa per carenze sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, infrazione che ha fatto scattare la contestuale sospensione della sua attività. Un'altra sanzione è stata invece elevata per il mancato rispetto delle regole sulla sicurezza alimentare. Le manovre sul territorio sardo si chiudono certificando lo scambio di informazioni tra le diverse articolazioni dell'Arma, tassello essenziale del programma Empact 2026 per destrutturare le reti criminali transnazionali collaborando con gli Stati e le agenzie partner dell'Unione Europea.