Il Consorzio del Pecorino Romano apre la cassaforte e paga l'università a tre giovani per farne i nuovi manager dei caseifici

-

Stanziati settantaduemila euro per finanziare un corso di laurea specialistico a Parma. L'obiettivo dell'ente è arginare la fuga di cervelli e garantire il ricambio generazionale nell'industria del formaggio, dominata per il novantacinque per cento dalla Sardegna.

Ottomila euro all'anno per tre anni, garantiti fino al conseguimento della laurea. Il Consorzio per la Tutela del Pecorino Romano, l'organismo incaricato di vigilare sulle regole di produzione del formaggio a denominazione di origine protetta, ha deciso di investire settantaduemila euro per fabbricarsi in casa i dirigenti di domani. Il consiglio di amministrazione ha firmato una delibera per finanziare tre borse di studio post-diploma, con l'intento di arginare il vuoto generazionale che minaccia la filiera casearia. I denari serviranno a spedire altrettanti ragazzi all'Università di Parma, l'unico ateneo in Italia a offrire un corso di laurea orientato in modo specifico alle Tecnologie e alla gestione dell'impresa casearia, siglato con l'acronimo accademico TeGIC.

L'operazione non si limita a saldare le rette universitarie, ma punta a forgiare tecnici da inserire direttamente ai vertici delle aziende, preparandoli a gestire l'innovazione dei processi e lo sviluppo commerciale. La strategia è stata messa in chiaro dal presidente del Consorzio, Gianni Maoddi: "Abbiamo scelto di investire in modo diretto sui giovani perché il futuro del Pecorino Romano passa dalla capacità di formare competenze nuove e qualificate. Non si tratta solo di sostenere gli studi, ma di costruire un vero percorso di ingresso nella filiera. L’obiettivo è riportare questi ragazzi dentro le nostre aziende, dopo una formazione avanzata, e accompagnarli verso ruoli di responsabilità anche apicali nel sistema produttivo". Sulla stessa linea si muove il direttore dell'ente, Riccardo Pastore, per il quale la priorità è svecchiare le scrivanie dei caseifici. "La sfida è il ricambio generazionale. La filiera del Pecorino Romano ha bisogno di nuove professionalità capaci di coniugare tradizione, innovazione e gestione d’impresa. Il corso di Parma rappresenta un unicum a livello nazionale e un’opportunità concreta di crescita per i nostri giovani", spiega Pastore.

Le regole per incassare l'assegno sono rigide. Il bando è riservato a chi non ha ancora compiuto ventisette anni ed è in possesso di un diploma di maturità. Esiste poi un preciso paletto geografico: bisogna risiedere nei territori in cui il disciplinare consente la produzione del formaggio, ovvero la Sardegna, il Lazio e la provincia toscana di Grosseto. L'attenzione degli amministratori è tuttavia puntata in gran parte sull'Isola, la terra da cui esce fisicamente il novantacinque per cento delle forme immesse sul mercato. Per presentare la domanda, che scadrà il prossimo trenta agosto, non basterà la semplice spedizione dei documenti. L'aspirante studente dovrà farsi accompagnare da una lettera di sostegno firmata da un soggetto già attivo nel settore, che sia un'azienda agricola o un operatore della filiera. I candidati saranno infine esaminati da una giuria mista, composta dai rappresentanti del Consorzio e dai professori dell'ateneo emiliano, che stileranno la graduatoria incrociando il curriculum scolastico e lavorativo con l'esito di un colloquio finale.