L'uomo ha ignorato i cartelli di divieto per raccogliere i preziosi frammenti marini all'interno del Parco Naturale di Porto Conte. Fermato dalle Guardie Ecozoofile, è stato denunciato e multato dal Corpo Forestale.
Un cartello all'ingresso della spiaggia avvertiva chiaramente i bagnanti dei divieti in vigore, ma l'avviso non è bastato a fermare il prelievo illecito. Nella giornata di ieri, sull'arenile di Tramariglio, un tratto di costa incastonato tra il Parco Naturale Regionale di Porto Conte e l'Area Marina Protetta di Capo Caccia e dell'Isola Piana, un turista è stato sorpreso a depredare la battigia. L'uomo ha trascorso circa mezz'ora a setacciare la sabbia, selezionando con estrema cura piccoli frammenti apparentemente naturali portati a riva dalla corrente marina.
Terminata la raccolta, il bagnante ha fatto ritorno al proprio ombrellone. Lì, affiancato dalla moglie, ha infilato il bottino all'interno di una bustina trasparente che conteneva già altri pezzi simili, per poi nascondere il tutto sul fondo di una borsa. La manovra, tuttavia, non è sfuggita all'attenzione di due Guardie Ecozoofile del Movimento Ecologista Europeo Fare Ambiente della Provincia di Sassari, operatori volontari incaricati di vigilare sul rispetto delle norme a tutela del territorio e degli animali. Insospettite dalla dinamica, le guardie si sono avvicinate, hanno proceduto all'identificazione del soggetto e hanno richiesto l'intervento immediato del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna, il nucleo di polizia regionale deputato alla salvaguardia del patrimonio boschivo e costiero.
I controlli eseguiti sul posto dagli agenti forestali hanno svelato l'esatta natura del materiale prelevato. I frammenti sottratti alla spiaggia appartenevano presumibilmente al corallo rosso di Alghero, classificato scientificamente come Corallium rubrum, una specie marina di straordinario valore naturalistico che rappresenta il simbolo stesso del patrimonio marittimo del territorio. Di fronte all'evidenza dei fatti, il turista è stato formalmente denunciato e sanzionato in via amministrativa dalle divise regionali per l'illecito commesso.
La legislazione in vigore sull'Isola vieta categoricamente di asportare dagli arenili qualsiasi elemento naturale. Il veto si estende in modo assoluto alla sabbia, ai ciottoli, alle conchiglie e a qualsiasi frammento minerale o biologico. Tali comportamenti violano le disposizioni previste dal Codice della Navigazione, il testo normativo che regola le attività sul demanio marittimo dello Stato, e le specifiche leggi regionali in materia ambientale. La gravità dell'illecito aumenta sensibilmente quando l'asportazione avviene all'interno di oasi naturalistiche e aree marine tutelate, circostanza in cui la condotta può superare l'infrazione amministrativa per assumere un rilievo di carattere penale. A margine dell'operazione, la sezione sassarese di Fare Ambiente ha diramato un richiamo formale a cittadini e turisti, ricordando che la continua sottrazione di questi materiali, pur apparendo innocua nel singolo gesto, causa nel tempo il depauperamento irreversibile degli ecosistemi costieri.