Sassari cerca la pace tra i negozi chiusi del centro e i capannoni di Predda Niedda: il piano del Consorzio per resuscitare il cuore storico

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Il presidente Gianni Russo interviene sul dibattito cittadino ricordando il crollo demografico dei quartieri antichi, passati da quarantamila a seimila abitanti. L'appello alle istituzioni per sfruttare i fondi del nuovo ente metropolitano e trasformare le vecchie strade in un'attrazione turistica.

Il dibattito urbanistico che divide Sassari si arricchisce della posizione del Consorzio Golfo dell'Asinara. Il presidente dell'ente, Gianni Russo, interviene sulla frattura tra il cuore antico della città e la zona industriale e commerciale di Predda Niedda, chiedendo di archiviare le contrapposizioni sterili per cercare soluzioni concrete. L'analisi parte da una rilettura del passato: lo sviluppo dei capannoni periferici negli anni Settanta non fu il frutto di una speculazione, ma una necessità logistica dettata da un tessuto urbano incapace di ospitare officine, laboratori e concessionarie, peraltro già asfissiato dal traffico veicolare.

I numeri certificano uno svuotamento progressivo. In mezzo secolo, i residenti del centro storico sono precipitati dai circa quarantamila degli anni Settanta agli appena seimila attuali, trascinando con sé la chiusura delle botteghe e la perdita dei servizi. Nel medesimo arco temporale, l'economia cittadina ha mutato pelle, concentrando oltre il sessanta per cento delle sue diecimila imprese nel comparto terziario, consacrando l'area di Predda Niedda come il principale polo produttivo del Nord Sardegna. Di fronte a questo scenario, Russo esclude la ricerca di colpevoli, puntando sulla necessità di ritrovare un equilibrio tra due zone che non devono essere lette come nemiche, ma come tessere complementari di un unico sistema economico.

Il nodo cruciale individuato dal Consorzio riguarda i flussi dei viaggiatori. Nonostante il Nord Ovest dell'Isola registri ogni anno numeri imponenti sul fronte degli arrivi, i turisti snobbano quasi totalmente le vie storiche sassaresi. «Il centro storico di Sassari è un’infrastruttura turistica, prima ancora che urbana», precisa testualmente il presidente Russo. La chiave di volta per invertire la rotta viene individuata nella recente istituzione della Città Metropolitana, il nuovo ente di governo del territorio che raggruppa il capoluogo e i comuni limitrofi. Questa architettura amministrativa consente di superare i ristretti confini municipali per pianificare strategie su larga scala, collegando il nucleo storico sassarese alle rotte turistiche del Golfo dell'Asinara.

La ricucitura del tessuto urbano richiede un piano d'azione materiale. Il documento programmatico stilato dal Consorzio elenca le priorità per rianimare i rioni antichi, rinunciando agli elenchi di intenti per indicare passaggi operativi: migliorare l'accessibilità dei veicoli, incentivare il ritorno dei residenti, garantire la sicurezza delle strade e tutelare il commercio di vicinato fondendolo con l'offerta culturale. Gli strumenti burocratici e finanziari per avviare i cantieri e attrarre capitali sono già a disposizione delle amministrazioni, che possono sfruttare i Distretti Urbani del Commercio, ovvero i consorzi tra enti pubblici e imprese locali finanziati per riqualificare le reti di vendita, affiancandoli a sgravi fiscali per i negozianti e a piani di rigenerazione urbana statali. Su queste basi, il Consorzio ha formalizzato la propria disponibilità a sedersi ai tavoli istituzionali per redigere i progetti di rilancio.