L'eredità delle antiche tombe sarde sbarca in albergo: i Lions chiamano a raccolta il Nord dell'Isola per il sigillo dell'Unesco

-

Ad Alghero il vertice dell'associazione filantropica per illustrare il percorso che ha portato le Domus de Janas nel patrimonio mondiale. Sul podio l'archeologa Giuseppa Tanda e il dirigente Marco Di Gangi.

Le antiche necropoli scavate nella roccia entrano nelle sale dell'Hotel Catalunya. Nella giornata del ventisei aprile, a partire dalle diciotto e trenta, la struttura ricettiva di Alghero ospita la conferenza dedicata al recente ingresso delle Domus de Janas, le caratteristiche sepolture preistoriche isolane, nel patrimonio mondiale dell'Unesco, l'organizzazione delle Nazioni Unite che tutela i siti di eccezionale importanza storica e naturale. L'appuntamento, aperto gratuitamente al pubblico, rappresenta la seconda tappa del progetto battezzato "Custodi del tempo", un'iniziativa nazionale promossa dai Lions, l'organizzazione filantropica internazionale fondata sul volontariato. A tirare le fila dell'evento è la sezione algherese del club, che coordina per l'occasione l'intera rete del Nord Sardegna, mobilitando i distaccamenti territoriali che spaziano dalla Gallura al Sassarese, passando per il Goceano e l'arcipelago maddalenino.

Il vertice nasce dalla fusione di due precedenti programmi associativi mirati alla salvaguardia dei beni culturali e si avvale della collaborazione del Centro Studi Identità e Memoria, ente di ricerca specializzato nella promozione della storia sarda. A salire in cattedra per illustrare il valore archeologico e simbolico delle tombe prenuragiche saranno due relatori di spicco. La prima è Giuseppa Tanda, archeologa di lungo corso e già docente di Preistoria e Protostoria negli atenei di Cagliari e Sassari. Al suo fianco prenderà la parola Marco Di Gangi, presidente di zona dell'associazione organizzatrice e componente del direttivo del Centro Studi, che analizzerà nel dettaglio la complessa impalcatura burocratica e diplomatica che ha permesso all'Isola di incassare la ratifica da parte dell'organismo internazionale.

Sotto il titolo "Il secondo sito dell’Unesco. La tradizione funeraria nella preistoria della Sardegna: le Domus de Janas", i lavori ripercorreranno le tappe di un traguardo formale raggiunto nel corso dell'anno solare precedente. L'esposizione si concentrerà non solo sulla spiritualità e sui rituali funebri che animavano le antiche comunità isolane, ma anche sul ruolo giocato dalla ricerca scientifica e dalla partecipazione delle amministrazioni locali nel sostenere la candidatura in sede europea e mondiale. L'intera operazione divulgativa si prefigge lo scopo formale di trasformare i membri del sodalizio in custodi attivi del patrimonio materiale, stimolando la conservazione dei beni monumentali per assicurarne la trasmissione intatta alle generazioni future.