I Carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia in carcere. Nei mesi scorsi l'indagato avrebbe bersagliato la casa della donna con rifiuti ed esploso colpi con un'arma ad aria compressa.
La convivenza di vicinato si era trasformata in un assedio, culminato nel pomeriggio di venerdì 17 aprile con le manette. A Padru, in provincia di Sassari, i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato un uomo, trasferendolo direttamente in cella. L'accusa raggruppa una serie di reati che vanno dagli atti persecutori – comunemente noti come stalking – all'uccisione di animali, fino alle esplosioni pericolose. La custodia in carcere è stata disposta con un'ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Sassari, ovvero il Giudice per le Indagini Preliminari, la figura di garanzia chiamata a valutare la gravità e la solidità degli indizi raccolti dalla Procura prima dell'eventuale processo.
L'inchiesta è decollata a seguito della denuncia presentata da una donna, vicina di casa dell'arrestato. I militari hanno ricostruito un arco temporale di diversi mesi caratterizzato da tensioni continue, molestie e minacce di morte. Un clima di pressione psicologica e fisica che aveva spinto la vittima al fondato timore per la propria incolumità, costringendola a stravolgere le proprie abitudini di vita quotidiane pur di evitare incroci pericolosi.
Il lavoro degli investigatori ha fatto emergere un repertorio di danneggiamenti sistematici. L'uomo, secondo l'impianto accusatorio, avrebbe ripetutamente bersagliato il terrazzo e il cortile della vicina gettando olio, sterpaglie e frammenti di vetro sporchi di escrementi. La situazione ha subito una brusca accelerazione quando l'indagato, in una diversa circostanza, ha imbracciato un'arma ad aria compressa esplodendo diversi colpi in direzione della proprietà della donna. I proiettili hanno colpito e danneggiato la veranda e il motore esterno di un impianto di condizionamento.
A rendere il fascicolo ancora più pesante è l'accanimento contro gli animali domestici della vittima. Gli accertamenti hanno infatti imputato all'uomo la morte di almeno tre gatti di proprietà della vicina, deceduti in seguito alla somministrazione di sostanze venefiche, ovvero esche avvelenate preparate appositamente per uccidere.
Espletate le formalità di rito negli uffici dell'Arma, l'uomo è stato trasferito a bordo di una gazzella nel carcere sassarese di Bancali. Lì rimarrà a disposizione dell'Autorità Giudiziaria per i prossimi passaggi dell'inchiesta, a partire dall'interrogatorio di garanzia. Come impone il codice penale per chiunque si trovi in questa fase, per l'indagato vige il principio della presunzione d'innocenza: la colpevolezza sarà considerata un fatto certo solo in presenza di una sentenza di condanna irrevocabile.
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