Il monitoraggio della filiera agroalimentare in Sardegna segna un nuovo, importante colpo a tutela dei consumatori e delle eccellenze locali. In un’operazione congiunta che ha visto lavorare fianco a fianco Guardia Costiera e Guardia di Finanza di Cagliari, è stato individuato e sanzionato un deposito di prodotti ittici che operava al di fuori delle regole. Il bilancio dell’intervento è pesante: oltre 1.200 chilogrammi di pesce sono finiti sotto sequestro perché privi di qualunque documento che ne attestasse la provenienza.
L’attività si è svolta sotto il coordinamento della Direzione Marittima e del ROAN, acronimo che indica il Reparto Operativo Aeronavale delle Fiamme Gialle, ovvero la componente specializzata della Guardia di Finanza che si occupa della sicurezza e del contrasto agli illeciti in mare e lungo le coste. I militari hanno setacciato uno stabilimento di stoccaggio e vendita in provincia di Cagliari, scoprendo una situazione allarmante. Il pesce stivato nella struttura era completamente privo della cosiddetta tracciabilità, quella sorta di "carta d'identità" obbligatoria per legge che indica al compratore da dove arriva il prodotto, in quale zona di mare è stato pescato o in quale impianto è stato allevato. Senza queste etichette, previste dalle rigide direttive dell’Unione Europea, è impossibile garantire che il cibo che arriva sulle nostre tavole sia sicuro e genuino.
L'ispezione non si è limitata alle cassette di pesce. Grazie al supporto del personale del SIAOA dell’ASL di Cagliari, che è il Servizio di Igiene degli Alimenti di Origine Animale incaricato di verificare che i prodotti derivati dagli animali siano sani, e con l’ausilio della Polizia Municipale di Quartu Sant’Elena, sono emerse gravi irregolarità che riguardavano la struttura stessa. Il magazzino è risultato infatti carente dal punto di vista delle autorizzazioni sanitarie e dei permessi edilizi. Per questo motivo, l’intera ditta è stata posta sotto sequestro cautelare, un provvedimento che congela l'attività in attesa che vengano ripristinate tutte le condizioni di idoneità imposte dalla legge.
Le conseguenze per il titolare della società sono state immediate e severe, con la contestazione di numerose violazioni amministrative che hanno portato a pesanti sanzioni pecuniarie. Ma il dato più rilevante riguarda la sorte del carico sequestrato: i medici dell’ASL, dopo attente verifiche, hanno dichiarato il pesce non idoneo al consumo umano. Per evitare qualunque rischio per la salute pubblica, l'intera tonnellata di prodotti ittici è stata destinata alla distruzione immediata.
Questa operazione, nata nell'ambito di un piano operativo nazionale del Ministero dell’Agricoltura, dimostra quanto sia capillare l'azione delle forze dell'ordine per difendere il marchio "Made in Italy" e la salute di ognuno di noi. Interventi di questo genere servono non solo a togliere dal mercato cibo potenzialmente pericoloso, ma anche a proteggere i commercianti onesti che rispettano le regole e subiscono la concorrenza sleale di chi opera nell'ombra della illegalità.
![]()