C’è un’Italia — e una Sardegna — che per decenni ha considerato l’edilizia pubblica come una pratica da sbrigare in fretta: si costruisce un palazzo, si consegnano le chiavi e poi ci si dimentica di tutto, lasciando che il tempo e l’incuria facciano il loro mestiere. A Desulo, cuore antico della Barbagia, stamattina si è provato a invertire questa tendenza, che per troppo tempo ha condannato le periferie dei piccoli centri a un grigiore rassegnato.
L’occasione è la consegna dei lavori per il cantiere di viale Aldo Moro, numeri civici 47 e 49. Per chi non fosse pratico della zona, parliamo di un fabbricato del 1989: dodici appartamenti che da trentasette anni aspettavano una manutenzione che non fosse il solito rattoppo d’emergenza. L’intervento fa parte di "RinnovArea", un nome che è tutto un programma e che porta la firma dell'Azienda Regionale per l'Edilizia Abitativa (AREA), l'ente che gestisce il patrimonio delle case popolari nell'Isola.
A spiegare il senso di questa operazione, che non è solo tecnica ma profondamente politica, è intervenuto l’assessore regionale dei Lavori pubblici, Antonio Piu: «Il piano straordinario di ristrutturazione del patrimonio di Area interviene anche nei piccoli centri, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessun territorio. Restituire dignità all’abitare significa, non solo consegnare contesti residenziali più confortevoli agli assegnatari degli alloggi Erp (Edilizia Residenziale Pubblica), ma anche aggiungere valore al quartiere, al comune e al territorio in cui si interviene. Per migliorare l’aspetto di quel contesto e nel caso dei piccoli comuni, come quello di Desulo, cambiare anche la percezione complessiva di quel contesto urbano».
Il progetto di Desulo ha un valore di 870 mila euro. Non sono spiccioli, se si considera che serviranno a rimettere in sicurezza il calcestruzzo che iniziava a sfaldarsi, a rifare tetti per evitare che la pioggia entri in cucina, a sostituire infissi che non tenevano più il freddo della montagna e a mettere a norma parapetti e canne fumarie. In breve, a trasformare un edificio "vetusto" — per usare il gergo dei geometri — in una casa vera.
Ma la notizia che il lettore deve trattenere è un'altra: Desulo è solo una tessera di un mosaico ben più grande. Il piano "RinnovArea" mette sul piatto una cifra mai vista prima nel settore: 300 milioni di euro complessivi per riqualificare oltre 23 mila alloggi in tutta la Sardegna. Soldi che arrivano per la gran parte (230 milioni) dall’Accordo per la Coesione 2021-2027 e per il resto dalle casse regionali.
L’assessore Piu parla apertamente di un «cambio di rotta». Non si tratta solo di aprire cantieri — nella provincia di Nuoro ce ne sono per 17,6 milioni di euro su oltre 3.500 alloggi — ma di cambiare il metodo: recuperare le case sfitte e assegnarle subito, senza farle marcire tra le scartoffie.
«Si tratta di un intervento consistente con uno stanziamento di risorse inedito nel settore dell’edilizia residenziale pubblica e rappresenta il segnale concreto di un cambio di rotta complessivo nella gestione del patrimonio abitativo Erp – prosegue Piu – non solo sugli aspetti relativi alla manutenzione, abbiamo infatti già recuperato gli alloggi di risulta e messi immediatamente a disposizione degli assegnatari, e stiamo lavorando per un rinnovo del sistema di assegnazione. Ci tengo a sottolineare che è un lavoro e al contempo un metodo che cambia l’approccio al tema».
Il cantiere di viale Aldo Moro ha un cronoprogramma di 260 giorni. Tra poco meno di nove mesi, dodici famiglie di Desulo dovrebbero riavere un tetto degno di questo nome. È una piccola vittoria del buonsenso che, una volta tanto, sembra aver scalato le montagne della Barbagia senza farsi fermare dalla pigrizia della burocrazia.