L'ospedale dei miracoli e delle bombe: il San Giovanni riapre gli ipogei

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Cagliari, come tutte le città che hanno molta storia e poca fretta di dimenticarla, vive su due livelli: quello della luce, dove Gaetano Cima nel 1844 piantò le colonne neoclassiche dell’Ospedale Civile, e quello del buio, scavato nel calcare, dove i cagliaritani scesero a cercar salvezza quando il cielo del 1943 prese a piover fuoco. Sabato 18 e domenica 19 aprile, in occasione della trentesima edizione di "Monumenti Aperti", il San Giovanni di Dio torna a mostrare entrambi i suoi volti.

Non è la prima volta, e ci auguriamo non sia l’ultima, che questo "tempio della salute" si spoglia del camice bianco per indossare l'abito della festa. Per chi non fosse avvezzo alla cronaca delle tradizioni isolane, Monumenti Aperti è ormai un rito trentennale, una felice invasione di curiosi che una volta all'anno reclamano il diritto di sbirciare dietro portoni solitamente sbarrati.

Quest'anno il percorso si annuncia particolarmente suggestivo. Dalle 9 alle 20, i visitatori potranno scendere nelle gallerie sotterranee, labirinti di pietra che durante i bombardamenti servirono da rifugio antiaereo e che oggi custodiscono fotografie e testimonianze del dopoguerra. Ma c’è anche la Cagliari "di sopra": quella del progetto del Cima, arricchita da dipinti e busti dedicati ai benefattori che, in un’epoca di maggiore senso civico, facevano a gara per legare il proprio nome alla cura degli indigenti.

A fare da ciceroni saranno gli alunni dell’Istituto comprensivo di Santa Caterina, affiancati dai volontari dell’associazione Mariposa. C’è qualcosa di profondamente istruttivo nel vedere dei ragazzini spiegare agli adulti una guerra che non hanno vissuto e un'arte che hanno appena imparato a conoscere: è la staffetta della memoria che, per due giorni, funziona meglio di qualunque sussidiario.

Ma poiché siamo in un ospedale — e per la precisione in una struttura della AOU, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari — la cultura non dimentica la salute. Sabato mattina, dalle 10 alle 13, la manifestazione ospiterà la IV Giornata Regionale della Farmacovigilanza. Per il lettore che si smarrisse tra i tecnicismi, la farmacovigilanza non è altro che la sentinella del farmaco: l’attività che controlla la sicurezza delle medicine e dei vaccini una volta messi in commercio.

Medici e farmacisti del Centro Regionale saranno presenti con un banco informativo proprio dentro l'ospedale. L'obiettivo è quello di spiegare, con buona pace delle leggende metropolitane che corrono in rete, come si usano correttamente i medicinali e come si segnalano le eventuali reazioni avverse. Un contrappeso di estrema attualità tra la Farmacologia Clinica e le attività della Direzione medica. In sintesi, tra un busto ottocentesco e un tunnel di guerra, ci sarà spazio per capire che la sicurezza, oggi, passa anche per un bugiardino letto bene. Il San Giovanni di Dio, insomma, continua a fare ciò che gli riesce meglio da quasi due secoli: prendersi cura della città, partendo stavolta dalla sua memoria.