C’è un’emergenza silenziosa che da anni corrode le aule scolastiche e le piazze delle nostre città, ben prima che si trasformi in materia per la cronaca nera o per i rimpalli della politica. È l’incapacità, tutta contemporanea, di gestire il conflitto. Si litiga urlando sui social o si cova una rabbia muta nei banchi di scuola, incapaci di trovare una grammatica per affrontare l'ostacolo senza distruggere l'altro. Di fronte a questo vuoto educativo, la città di Alghero tenta una strada pragmatica, importando un modello che ha già fatto scuola a livello internazionale: il "Metodo Rondine".
Dal 15 al 17 aprile, la Riviera del Corallo ospiterà la tre giorni “Una Rondine vola in Sardegna”. Per capire la portata dell'evento, bisogna prima spogliare l'iniziativa dal gergo burocratico e spiegare di cosa parliamo. Rondine Cittadella della Pace è un borgo toscano, in provincia di Arezzo, noto nel mondo perché da oltre vent'anni ospita studenti provenienti da nazioni in guerra tra loro (israeliani e palestinesi, russi e ucraini). Ragazzi che imparano a convivere non annullando le proprie differenze, ma imparando a gestire il conflitto senza trasformarlo in odio. Quell'esperienza, tradotta in un metodo psico-pedagogico rigoroso, viene oggi applicata alle normali scuole superiori italiane per disinnescare le tensioni quotidiane, il bullismo e il disagio giovanile.
L'operazione, patrocinata dal Comune e sostenuta dalla Fondazione di Sardegna insieme alla Fondazione Alghero, mira a coinvolgere non solo i ragazzi, ma l'intera "comunità educante". Un termine, quest'ultimo, che riassume quella complessa rete fatta di docenti, famiglie, tecnici e istituzioni, spesso scollati tra loro, che dovrebbero formare il paracadute sociale di ogni adolescente.
A inquadrare l'orizzonte politico e civile dell'iniziativa è il primo cittadino, che rivendica una vocazione precisa per il capoluogo della Riviera: «Alghero ha scelto con chiarezza di essere una città della Pace, e il percorso che abbiamo intrapreso va esattamente in questa direzione» afferma il Sindaco Raimondo Cacciotto. «Il nostro è un impegno concreto che si traduce in azioni, progetti e collaborazioni capaci di coinvolgere la comunità e, in particolare, le nuove generazioni. Iniziative come “Una Rondine vola in Sardegna” rappresentano un’occasione preziosa per rafforzare questa visione. Vogliamo che Alghero sia una città attenta, inclusiva e capace di prendersi cura delle persone. Per questo crediamo che investire sui giovani, offrendo loro strumenti, esperienze e spazi di partecipazione, sia fondamentale per costruire il futuro della nostra comunità».
A fargli eco, puntando il dito sull'urgenza psicologica di un simile intervento, è l'esponente della giunta che ha in carico il welfare e le politiche familiari: «Soddisfazione per questa iniziativa dalla forte connotazione pedagogica, che nasce con il presupposto di insegnare dapprima a riconoscere le emozioni e poi imparare a gestirle», dichiara l’Assessora Maria Grazia Salaris. «L'obiettivo è quello della prevenzione del disagio unito alla conoscenza di una realtà bellissima come quella rappresentata da Rondine, con la quale la nostra Amministrazione intende intraprendere una forte collaborazione istituzionale, unita al nostro ufficio Politiche Familiari».
La tabella di marcia nelle scuole
Il programma si cala direttamente nelle aule. Si parte la mattina del 15 aprile con la formazione degli studenti del Liceo Scientifico “E. Fermi”, per poi dedicare il pomeriggio alla costruzione della rete con la comunità educante. La mattina successiva, il 16 aprile, i formatori si sposteranno all'Istituto Superiore “Angelo Roth”. Incontri pensati come vere e proprie officine civiche, dove imparare a leggere il conflitto non come una frattura insanabile, ma come un'opportunità di cambiamento.
Il sipario sull'iniziativa calerà venerdì 17 aprile alle ore 10:00, con un momento di restituzione pubblica ospitato nella sala conferenze de Lo Quarter (sede della Fondazione Alghero). Sotto la moderazione di Noam Pupko, responsabile del programma "Quarto Anno Rondine", si tireranno le somme del lavoro svolto. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Cacciotto, dell'Assessora Salaris, e dei presidenti Giacomo Spissu (Fondazione di Sardegna) e Graziano Porcu (Fondazione Alghero), affiancati dalla vicepresidente di Rondine Paola Butali, la parola passerà ai veri protagonisti.
Attraverso le testimonianze degli studenti italiani e internazionali, e di chi ha vissuto in prima linea l'esperienza sarda di questi giorni, si cercherà di dimostrare che la scuola, quando esce dal proprio isolamento e si connette alla realtà, ha ancora gli anticorpi per curare le ferite di una generazione troppo spesso lasciata sola.