Il ritorno della cassaforte regionale a Sassari: la Sfirs riapre gli sportelli al Nord

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C'è un filo conduttore che attraversa decenni di storia autonomistica sarda: la lamentela, spesso fondata, di un Nord dell'Isola costretto a guardare verso Cagliari per mendicare attenzione, fondi e burocrazia. L'accentramento cagliaritano dei centri di spesa e di decisione è un male antico, a cui la politica tenta ciclicamente di porre rimedio. In questo solco si inserisce la mossa di queste ore: la riapertura a Sassari degli uffici della SFIRS, la Società Finanziaria della Regione Sardegna.

Non si tratta, a onor del vero, di una primogenitura assoluta. Chi ha memoria delle vicende economiche isolane ricorderà che la Finanziaria regionale aveva già posseduto in passato una propria sede in terra sassarese, lasciata poi colpevolmente inaridire e spegnere nel corso degli anni. Aver tagliato il nastro dei nuovi locali in via Roma 113, dunque, è il tentativo di rimediare a un errore strategico, riavvicinando lo strumento finanziario per eccellenza dell'amministrazione regionale a un tessuto produttivo – quello settentrionale – che tra turismo, export manifatturiero e agroalimentare regge una quota decisiva del Pil isolano.

A inquadrare politicamente l'operazione, benedetta nei saloni della Camera di Commercio durante un incontro con gli operatori economici locali, è stato l'assessore regionale alla Programmazione e al Bilancio, Giuseppe Meloni. Il suo intervento ha puntato proprio sulla necessità di accorciare la catena di comando tra la burocrazia e i capannoni industriali: «L’apertura di una nuova sede territoriale della SFIRS dimostra che, come Regione, ci stiamo impegnando per il tessuto economico del Nord Sardegna ha dichiarato l’assessore regionale Giuseppe Meloni. Oggi fare impresa significa confrontarsi con temi complessi: accesso al credito, transizione digitale ed energetica, sostenibilità, innovazione, nuovi mercati. Per questo vogliamo sostenere le imprese nelle trasformazioni in atto, aiutandole a utilizzare in modo appropriato gli strumenti che la Regione Sardegna mette a disposizione. Avere degli uffici SFIRS a Sassari significa rendere più semplice l’accesso alle opportunità e rafforzare la capacità competitiva delle imprese locali. L’ho sempre detto e lo ribadisco ancora: lo sviluppo nasce e cresce nei territori, accanto alle imprese».

Ma cosa andrà a fare, all'atto pratico, questo sportello? Per capirlo bisogna tradurre il gergo tecnico in economia reale. Lo SFIRS è un ente che deve affiancare chi fa impresa. Lo farà attraverso strumenti complessi come il venture capital (l'ingresso con capitali di rischio nelle start-up appena nate per aiutarle a camminare), il risk sharing (la condivisione del rischio d'impresa per invogliare le banche a concedere prestiti) e il Fondo FIPI fondo per Investimenti per la Patrimonializzazione delle Imprese). Quest'ultimo, in particolare, serve alla "patrimonializzazione": significa prestare denari alle aziende non per farle indebitare ulteriormente, ma per renderle più solide e con le spalle più larghe dal punto di vista del capitale proprio.

A dettare la linea tecnica del nuovo presidio sassarese è Riccardo Barbieri, presidente della SFIRS, che introduce un concetto fondamentale per chi maneggia denaro pubblico: quello dell'investitore che non ha la fretta dello speculatore. «Il punto centrale per la Sfirs a Sassari e nel Nord Sardegna - ha detto Riccardo Barbieri - è di aprire un nuovo corso orientato a gestire la finanza complementare, migliorando la gestione del credito e le opportunità di investimento. Lo vogliamo fare mettendo al primo posto l'accoglienza e l'ascolto dei fabbisogni delle aziende, diventando il corner regionale di riferimento fra pubblico e privato. L’obiettivo è di essere investitori 'pazienti' per sopperire alle difficoltà del mercato e, infine, essere generatori di impatto misurabile».

L'impegno, garantisce Barbieri, è che gli uffici di via Roma non si trasformino in un mero passacarte verso Cagliari, ma abbiano una reale autonomia operativa, lavorando a braccetto con le università e gli incubatori d'impresa già presenti sul territorio: «Una scelta concreta della Regione e della Società finanziaria regionale – ha aggiunto Barbieri – che segna un cambio di passo con una presenza più diretta nei territori, rendendo la finanza pubblica più vicina utile ed efficace per le imprese del nord Sardegna e riducendo anche logisticamente la distanza tra istituzioni e sistema produttivo locale». La distanza chilometrica tra Sassari e il capoluogo, da oggi, è formalmente azzerata. Resta da vedere, alla prova dei fatti e dei bilanci, se si azzererà anche quella, ben più insidiosa, dei tempi di risposta della macchina pubblica.