L’alfabeto dell’onda: a Porto Torres la Guardia Costiera sale in cattedra per la Giornata del Mare

-

Noi italiani, e i sardi in particolare, soffriamo talvolta di una strana amnesia geografica: viviamo circondati dall'acqua, le nostre economie si reggono sulle coste, eppure tendiamo a ricordarci del mare quasi esclusivamente ad agosto, quando si tratta di piantare un ombrellone. Per correggere questa miopia collettiva, esiste una ricorrenza istituzionale che cerca di rimettere le cose a posto: la "Giornata del mare e della cultura marinara". Una celebrazione che a Porto Torres, snodo marittimo che con le onde e le flotte fa i conti ininterrottamente da un paio di millenni, non è mai un appuntamento di pura facciata.

La data ufficiale segnata sul calendario statale era l'11 aprile, ma per una elementare regola di pragmatismo logistico, la Capitaneria di Porto turritana, di concerto con il Comune e l'Ente Parco dell'Asinara, ha deciso di far slittare i lavori a lunedì 13. Il motivo è semplice: bisognava portare a bordo le scuole. Perché il mare, prima che una risorsa turistica, è un mestiere, una disciplina severa e un ecosistema da difendere.

L'operazione ha visto la Guardia Costiera svestire per un giorno i panni dei controllori per indossare quelli dei docenti, organizzando una didattica su più fronti. Da una parte l'aspetto operativo: gli studenti dell'Istituto Nautico sono stati imbarcati sulla motonave Moby Aki. Nessuna gita di piacere, ma un'immersione nelle dinamiche della sicurezza della navigazione e delle carriere marittime, dedicata a chi domani dovrà prendere fisicamente il timone. Dall'altra, la memoria storica e istituzionale: i ragazzi dell'Istituto Canopoleno di Sassari sono stati guidati tra i reperti del Museo del Porto, per poi varcare le porte della stessa Capitaneria e capire come funziona, dall'interno, la complessa macchina dei soccorsi e della sorveglianza marittima.

C'è poi la questione ambientale, che oggi domina giustamente l'agenda pubblica. Alla Sala Congressi "Filippo Canu", messa a disposizione dall'amministrazione cittadina, è andata in scena una lezione multidisciplinare che ha avuto il pregio di tradurre le sigle burocratiche in concetti chiari. I militari hanno spiegato i propri compiti istituzionali, supportati da chi l'ambiente lo cura in trincea: i volontari di AMI (Ambiente Mare Italia), gli educatori dell'Associazione "Educando Asinara" e gli specialisti del CRAMA. Quest'ultima sigla indica il Centro Recupero Animali Marini dell'Asinara, la vera e propria clinica che salva, cura e riabilita le tartarughe e la fauna ittica in difficoltà recuperata nei nostri mari.

A chiudere il cerchio della sicurezza civile ci ha pensato il personale medico dell'AREUS (l'Azienda Regionale che gestisce le emergenze urgenze sanitarie in Sardegna), che ha illustrato le procedure di primo soccorso e il funzionamento del NUE 112, il Numero Unico di Emergenza Europeo. Uno strumento, quest'ultimo, che ha finalmente mandato in pensione la vecchia e confusionaria rubrica telefonica dei soccorsi (dove si doveva scegliere se chiamare Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco o ambulanze), centralizzando le chiamate per accorciare i tempi di intervento.

Alla fine della giornata, archiviati i ringraziamenti di rito rivolti dal Comandante della Capitaneria a tutti gli enti coinvolti, resta il senso profondo dell'iniziativa. Insegnare ai ragazzi che il mare non è un serbatoio inesauribile da sfruttare, ma un patrimonio fragile. E che per diventarne i futuri custodi, bisogna prima avere l'umiltà di impararne le regole.

 

Photogallery: