Alghero molla l'ombelico: il Nord Ovest prova a diventare una cosa sola

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Alghero, 10 aprile. Ornella Piras, assessora al Turismo e allo Sviluppo Economico, ha deciso di rispondere alle sirene del Consorzio Golfo dell’Asinara — l'ente che raggruppa comuni e operatori per promuovere l'area tra Porto Torres e Stintino. Il tema è quello di sempre: il turismo. Ma con un piglio nuovo, quasi scientifico, che vorrebbe trasformare il Nord Ovest della Sardegna in una "destinazione integrata".

L'idea è quella del Destination Management: non più un paesotto che aspetta i bagnanti, ma un'azienda-territorio che programma gli arrivi. Piras ha le idee chiare sulla strategia — dal greco strategós, il comandante dell'esercito che studia le mosse per vincere la guerra — e la definisce così: "un’area — afferma — che si distingue per la ricchezza e la diversità del proprio patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico. In questo scenario, Alghero ribadisce il proprio ruolo strategico non solo come porta di accesso all’Isola, ma come elemento propulsore di un sistema territoriale ampio, capace di integrare costa ed entroterra in un’offerta turistica coerente, sostenibile e ad alto valore aggiunto. Il Nord Ovest della Sardegna rappresenta infatti un unicum in termini di biodiversità, identità culturali, tradizioni e attrattori naturali: dalle aree costiere alle zone interne, dai sistemi dunali e marini alle aree rurali, fino ai centri storici e ai patrimoni archeologici".

Dalla biodiversità ai criteri ESG Si parla molto di biodiversità (da bios, vita, e diversitas, varietà). Il capitale naturale che, se distrutto dai flussi selvaggi, fa chiudere bottega a tutti. Per questo l'assessora insiste sulla necessità di indicatori di sostenibilità e sull'adozione dei criteri ESG — l'acronimo inglese per Environmental, Social, and Governance. Tradotto per chi non bazzica i corridoi di Bruxelles: significa valutare un'attività non solo per quanto incassa, ma per come rispetta l'ambiente, i lavoratori e la trasparenza delle regole.

Nel suo ragionamento, la Piras non lascia spazio a improvvisazioni: "In particolare — aggiunge Ornella Piras — la pianificazione turistica dovrà basarsi su strumenti di analisi dei flussi e della domanda, sull’applicazione di indicatori di sostenibilità e sulla definizione di strategie orientate alla tutela degli ecosistemi e alla qualità dell’esperienza turistica. Le più recenti evidenze nel campo dell’economia del turismo dimostrano che le destinazioni competitive sono quelle in grado di costruire narrazioni territoriali autentiche e integrate, valorizzando il capitale naturale e culturale come asset strategico".

La sfida della governance Il punto di caduta è la governance — parola che deriva dal greco kubernao, timonare — ovvero la capacità di coordinare istituzioni e imprese senza farsi la guerra per un ombrellone in più. L'assessora lo dice senza giri di parole: “L’adozione di criteri ESG e di modelli di gestione responsabile delle risorse rappresenta un passaggio fondamentale per garantire la resilienza del sistema turistico nel medio-lungo periodo. Il Nord Ovest Sardegna — sottolinea — è un territorio di straordinaria ricchezza e complessità, che deve essere raccontato e promosso nella sua interezza. La sfida è trasformare questa diversità in un punto di forza, costruendo un’offerta integrata capace di attrarre visitatori consapevoli e di generare valore diffuso”.

In un Mediterraneo che cambia in fretta, l'amministrazione di Alghero firma una cambiale di impegno verso la qualità. Resta da vedere se questa visione "sistematica" e "scientifica" saprà resistere alla prova dei fatti quando la stagione busserà alle porte: basteranno i protocolli d'intesa e i criteri ESG a convincere i turisti a lasciare le spiagge per i percorsi enogastronomici dell'entroterra, o la "destinazione integrata" rimarrà un bell'esercizio di stile politico confinato nei comunicati stampa?