Alà dei Sardi, il vessillo della coerenza: la sostenibilità non è una sfilata

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Mentre a Roma la politica dei palazzi s’attovaglia tra tartine e buone intenzioni, c’è una Sardegna che preferisce farsi misurare i polmoni. Alà dei Sardi, borgo del Monte Acuto che non ha bisogno di presentazioni, è tornata nella Capitale. Non per una gita fuori porta, ma per riprendersi ciò che i dati gli avevano già assegnato: la Bandiera Sostenibile 2026. La cerimonia è andata in scena l’8 e il 9 aprile nella cornice dell’Ara Pacis, durante la quarta assemblea nazionale della Rete dei Comuni Sostenibili.

I fatti e la bussola dei dati Sostenibile. Una parola che oggi si spende con la stessa generosità delle monete false. Deriva dal latino sustinere: tenere da sotto, reggere un peso. Per Alà dei Sardi, il "peso" è quello di uno sviluppo che non ipotechi il futuro. Il riconoscimento consegnato al sindaco Francesco Ledda è l’esito di un monitoraggio pedante basato sull'Agenda 2030, ovvero il programma d'azione delle Nazioni Unite per il pianeta. La Rete dei Comuni Sostenibili è un’associazione che sottopone le amministrazioni locali a una "fotografia" oggettiva: si analizzano rifiuti, energia, servizi sociali e trasporti. Se i numeri quadrano, arriva la bandiera. Se non quadrano, si resta a casa.

Alà era già stata premiata nel 2025. Quest’anno è arrivata la riconferma, alla presenza di figure che contano: il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, il vicepresidente della Commissione Europea Raffaele Fitto e Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food. Il filo conduttore? Gli 800 anni dalla morte di San Francesco. Una scelta non casuale, evocata dallo speech di padre Enzo Fortunato per ricordare che la cura del "Creato" comincia dal civismo.

La voce delle istituzioni Il Sindaco Francesco Ledda, tra i marmi imperiali, è stato netto: “Ricevere questo riconoscimento a Roma è motivo di grande orgoglio per tutta la comunità di Alà dei Sardi. La Bandiera Sostenibile certifica l'impegno che stiamo mettendo nella tutela del nostro straordinario patrimonio naturale e nella costruzione di un modello di sviluppo che non lasci indietro nessuno. Il monitoraggio della Rete ci offre una bussola fondamentale: dati certi su cui basare le scelte future per rendere il nostro Comune sempre più resiliente e accogliente.”

A fargli eco è Giorgio Scanu, assessore all’ambiente e componente del Consiglio nazionale della Rete, il quale ha ricordato il lavoro oscuro degli uffici: "Siamo onorati e felici della riconferma di questo importante riconoscimento, frutto dell'impegno che la nostra amministrazione applica in vari campi per un futuro sempre più sostenibile, così da restituire alle giovani generazioni un mondo migliore. Ringrazio i dipendenti comunali per la collaborazione, senza la quale non avremmo potuto ottenere questo risultato".

L'analisi Resta da capire se queste bandiere siano solo pezzi di stoffa da sventolare in campagna elettorale o strumenti di reale pressione politica. In un'epoca dove il "greenwashing" (la tecnica di pulirsi la coscienza con facciate ecologiste) è lo sport nazionale, il fatto che un piccolo comune accetti di farsi misurare da un ente terzo è un segnale di igiene amministrativa.

C’è da chiedersi: la virtù di Alà dei Sardi resterà un’eccezione isolata tra le vette del Monte Acuto, o la cultura del dato e della sostenibilità sociale diventerà finalmente l'unico metro di giudizio per chiunque sieda su una poltrona municipale?