Nuoro non è solo Barbagia e tradizione. I dati della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura dicono altro: tra il 2016 e il 2025 le imprese nate per innovare sono aumentate del 475%. La provincia è la quinta in Italia per velocità di crescita in questo settore.
Capitali e innovazione
Bisogna intendersi sulle parole. Una start-up — dall’inglese to start up, mettersi in moto — è un’azienda neonata che punta su prodotti o servizi tecnologicamente avanzati. La Camera di Commercio, l'ente pubblico che tiene l'anagrafe delle imprese e ne monitora la salute, ha analizzato il fenomeno tramite il suo Osservatorio economico.
I risultati dicono che a Nuoro non si scherza con i soldi: il 56,5% di queste società parte con un capitale di almeno 10.000 euro. È il quarto dato più alto in Italia. Significa che queste imprese nascono solide, non sono avventure campate in aria. I settori? Cultura, digitale, agroalimentare e turismo. In totale sono 24 realtà su 143 censite in tutta la Sardegna.
Il buco nero generazionale
L'analisi però scricchiola quando si guarda la carta d'identità. Se le donne guidano il 21,7% delle start-up (tredicesimo posto nazionale), i giovani sotto i 35 anni sono quasi assenti: appena l'8,7% del totale. In questa classifica, Nuoro precipita al novantacinquesimo posto in Italia. Anche sull'energia tecnologica si corre poco: siamo al sessantacinquesimo posto.
Maria Luisa Ariu, responsabile dell’Osservatorio economico della Camera di Commercio di Nuoro, fotografa così la situazione: «I dati restituiscono l’immagine di un ecosistema imprenditoriale vivace e in crescita, capace di esprimere progettualità solide e una buona presenza femminile. Allo stesso tempo, evidenziano alcune sfide importanti, in particolare sul fronte del coinvolgimento dei giovani e dello sviluppo di settori ad alto contenuto tecnologico. Su questi ambiti si giocherà una parte significativa della capacità del territorio di rafforzare nel tempo il proprio posizionamento nel panorama nazionale dell’innovazione».
Il paradosso nuorese
Il quadro è chiaro: ci sono i soldi, c'è la voglia di fare impresa e c'è una forte spinta femminile. Manca però la "benzina" verde degli under 35, proprio quelli che dell'innovazione dovrebbero essere i padroni di casa.
Resta un interrogativo per il futuro del territorio: può un ecosistema dell'innovazione durare nel tempo se i giovani ne restano ai margini, o i capitali solidi degli adulti sono solo un argine temporaneo destinato a cedere senza un ricambio generazionale?