Battito d’emergenza nel Golfo dell’Asinara: la corsa contro il tempo per salvare una passeggera

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Il mare sa essere un compagno di viaggio incantevole, ma talvolta trasforma la vacanza in una sfida di nervi e rapidità. Nel pomeriggio di giovedì 9 aprile, la quiete della "Enchanted Princess", un gigante dei mari in navigazione da Gibilterra verso Civitavecchia, è stata squarciata da un malore improvviso. Una passeggera statunitense di settantasei anni ha visto il proprio viaggio interrompersi bruscamente a causa di un’emergenza medica che ha messo in moto l’intera architettura dei soccorsi marittimi italiani.

L’allarme è scattato alle 14:47. In quel momento, la Sala Operativa della Guardia Costiera di Porto Torres è diventata il centro nevralgico dell’operazione, attivando immediatamente il C.I.R.M. (Centro Internazionale Radio Medico). Questo ente, fondato nel 1935, rappresenta un’eccellenza unica: fornisce assistenza medica via radio alle navi di ogni nazionalità in navigazione su tutti i mari del mondo, colmando il vuoto clinico laddove la terraferma è un orizzonte lontano. Nonostante le prime cure prestate dai medici di bordo, il responso del Centro è stato perentorio: era necessaria un’evacuazione medica d'urgenza. Il termine, che affonda le sue radici nel latino ex-vacuare (svuotare, liberare), descrive perfettamente l'azione di sottrarre una persona a un ambiente di pericolo per portarla verso la salvezza.

Il coordinamento è stato millimetrico. Mentre alla nave veniva ordinato di deviare la rotta verso il Golfo dell’Asinara, il battello veloce della Guardia Costiera — siglato tecnicamente GC A60 — mollava gli ormeggi. L'incontro tra il battello e la nave da crociera è avvenuto a circa 3 miglia dall'imboccatura del porto, un’area scelta strategicamente per le condizioni di mare più favorevoli, facilitando il delicato trasbordo della paziente dalla murata del gigante alla piccola motovedetta.

Alle 18:40, la passeggera è stata sbarcata in sicurezza sulla banchina della Capitaneria di Porto. Ad attenderla, il personale dell'Areus (Azienda Regionale Emergenza Urgenza Sardegna), il braccio operativo del sistema sanitario sardo che gestisce il servizio 118, pronto per il trasferimento immediato al pronto soccorso di Sassari. Un sospiro di sollievo che ha permesso alla "Enchanted Princess" di riprendere la sua rotta. Resta la cronaca di un pomeriggio in cui la tecnologia satellitare, la medicina a distanza e il sangue freddo degli uomini in divisa hanno dimostrato che, anche nel cuore del Mediterraneo, nessuno è mai davvero solo. Ci si chiede, osservando quel gigante ripartire, quanto valga la sicurezza di un soccorso che non dorme mai: la risposta è nel silenzio di una banchina che torna alla sua normalità.

 

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